Con un'iniezione di liquidità pari a 3,4 miliardi di dollari Aldi, il più importante e famoso  rappresentante del discount tedesco a livello mondiale, non dovrebbe avere problemi a far partire il razzo dello sviluppo che lo dovrebbe portare a quota 2.500 store, proiettandolo al terzo posto della grande distribuzione statunitense per numero di punti di vendita, alle spalle di Wal-Mart (4.200 unità fra Supercenter e Neighborhood Market, ossia supermercati di quartiere e prossimità), e Kroger (2.800 store). Supererebbe persino Albertsons e Ahold Delhaize.
L'obiettivo 2.500 "food store" (è meglio usare questa espressione perché gli Aldi Usa sviluppano un concept nel quale - come vedremo adesso - l'hard discount è solo chassis di base) dovrebbe essere raggiunto entro il 2020.

Oggi Aldi controlla in Usa 1.600 punti di vendita. Jason Hart, il ceo della catena basata a Batavia (area di Chicago), Illinois, ha sottolineato che Aldi è, e continuerà ad essere, promotore di un concetto retail la cui essenza è riassumibile in quattro parole chiave: valore, convenience, qualità e selezione. Hart afferma che Aldi è oggi la catena retail che cresce più velocemente; il segreto del successo? Fornire una valida alternativa nella spesa alimentare, soddisfacendo tutte le principali e attuali richieste dei consumatori americani, compresi i, anzi a partire dai prodotti biologici e organici, e tutto il fresco naturale, a prezzi spesso fino al 50% più bassi della media di settore. Parola di Aldi.
L'espansione permetterà a questo "Discount WeltRiese" di servire più di 100 milioni di clienti americani ogni anno, anche se dovrà vedersela con l'altro discounter connazionale, Lidl, che sta per aprire il suo primo store in Usa, dove vuole sviluppare 1.000 food store per il 2021. Sarà una bella lotta.
Aldi è in Usa dal 1976 quando Aldi Süd fondò la sua divisione Oltreoceano.

 

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