Almaverde Bio Market: un nuovo player dei supermercati

di Jessika Pini


L’ingresso nel settore retail di Almaverde Bio è concomitante all’annuncio di un piano stringente di nuove aperture nella “food valley” italiana (20 dicembre a Bologna, 8 gennaio a Reggio Emilia e 28 gennaio – data da confermare - a Parma) con l’intenzione di proseguire a Ferrara, in Veneto e con un progetto tagliato ad hoc, ancora in fase di definizione, a Roma. La decisione d’investire nel retail è supportata dall’andamento favorevole del mercato del biologico, che ha segnato nei primi 6 mesi del 2014 un incremento dei consumi del 17,3%, e dai risultati positivi dell’Almaverde Bio Market di Milano con un fatturato in crescita del 25% già dai primi mesi di attività e del 40% dell’area degustazione/bistrot collocata all’interno del punto vendita. La gestione delle aperture e il coordinamento dei punti vendita è affidato a Organic Food Retail, controllata da KI Group e socia del consorzio Almaverde Bio, che le ha concesso la licenza di utilizzo del marchio per la realizzazione dei negozi in franchising. Organic Food Retail si occuperà del controllo delle fasi realizzative, dalla progettazione e applicazione del concept fino alla campagna di lancio, mantenendo successivamente un rapporto di condivisione con l’affiliato delle strategie di gestione e degli obiettivi economici.

Nuovi format

Per i punti vendita sono previsti due format, uno più grande di 300-350 mq di superficie con il bistrot posizionato all’interno e l’altro “express” di 200-250 mq senza la cucina, ma con il servizio take away di prodotti gastronomici preparati nelle cucine Almaverde Bio dei market più vicini. «La spesa dev’essere vissuta come un’esperienza gradevole e funzionale ‒ spiega Natale Mainieri consigliere delegato di Organic Food Retail ‒ e il bistrot, inserito all’interno dei punti vendita perché non vengano connotati come ristoranti, costituisce il fattore esperienziale più importante permettendo di assaggiare in loco le referenze disponibili a scaffale. Tra queste, i freschi rappresentano il principale driver all’acquisto, sono perciò posizionati all’ingresso con la zona ortofrutta, seguita dall’area salumi, formaggi e pesce. Anche l’esposizione delle referenze a lunga conservazione è caratterizzata da un approccio category della gamma con una disposizione per fasce numeriche e prezzi».

Brand awareness

Da un’indagine Beyond Research, Almaverde Bio è la marca di biologico più nota ai consumatori italiani  e a fine 2014 il valore al consumo dei prodotti a marchio a fine 2014 raggiungerà i 64,3 milioni di euro. «È giunto il momento di sfruttare questa notorietà e di fare il salto ‒ afferma il presidente Renzo Piraccini ‒. Siamo da tempo convinti che il biologico abbia un potenziale di sviluppo ancora inespresso: il 40% dei consumatori italiani è interessato ai prodotti salutistici e il 77% delle famiglie italiane nel 2013 ha acquistato almeno una volta un prodotto bio, ma la quota nel mercato alimentare è solo del 2%. Inoltre, nonostante la gdo sia il principale canale degli acquisti alimentari solo il 27% delle vendite del biologico avviene nella distribuzione organizzata, pensiamo quindi che facendo leva sulla notorietà del marchio e su un approccio di category mirato alla valorizzazione della marca ci possa essere spazio per ampliare i consumi sia nella gdo che con i nostri punti vendita». 
Per incrementare la propria distribuzione ed attuare azioni di category all’interno della gdo Natura Nuova, Fruttagel, Molino Spadoni, Besana Group, Isalpa/Gruppo Saclà, aziende licenziatarie del marchio Almaverde Bio, hanno fondato Almaverde Bio Ambiente spa, la società commerciale di Almaverde Bio che gestirà la vendita e la distribuzione, prima operata autonomamente dai singoli licenziatari, dei prodotti a marchio della categoria “ambient” con servizi adeguati ai diversi canali commerciali (gdo, normal trade, horeca, vendita online).

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