| Argomenti | Cover story |
| N° Gdoweek | 469 |
| Data di pubblicazione | 16 febbraio 2009 |
| Autore | Cristina Lazzati, Gino Pagliuca |
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La bolla speculativa
Appare evidente che il balzo dei costi delle materie prime, a partire proprio dal petrolio, avvenuto tra il 2007 e i primi mesi del 2008, era frutto di una gigantesca speculazione finanziaria operata amplificando oltre misura reali esigenze del mercato, come l'impennata della domanda delle economie emergenti e il timore del progressivo esaurimento del greggio, o comunque del maggior costo di estrazione derivante dalla necessità di scavare pozzi più profondi. L'aumento del prezzo del barile a catena ha portato a un incremento delle produzioni cerealicole destinate a biocarburante, diminuendo la produzione destinata ad uso alimentare e facendo a sua volta salire i prezzi. Una partita a poker dove chi aveva capito che cosa stava succedendo sui mercati finanziari (nell'estate 2007 gli elementi per comprendere che cosa avrebbero innescato i subprime non appena il mercato immobiliare Usa avesse iniziato a scendere c'erano già tutti) è riuscito a massimizzare i profitti.
Il prezzo del petrolio nel 2008
| mese | euro/barile |
| gennaio | 62,63 |
| febbraio | 64,41 |
| marzo | 66,75 |
| aprile | 69,82 |
| maggio | 78,94 |
| giugno | 85,08 |
| luglio | 84,16 |
| agosto | 75,62 |
| settembre | 67,66 |
| ottobre | 53,73 |
| novembre | 41,19 |
| dicembre | 29,70 |
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