
È emerso, così, che il downgrading della qualità non viene preso in considerazione neppure quando si tratta di comprare il latte (è così per l’82,6% degli intervistati), la mozzarella (80,7%) e lo yogurt (70,4%).
Più attenzione al value for money
Indubbiamente gli italiani sono diventati più attenti alla convenienza di quello che mettono nel carrello della spesa: oltre a ridurre i quantitativio acquistati non sono certo disposti ad acquistare prodotti più scadenti solo perché costano di meno.
Dallo studio infatti emerge come il consumatore non cerchi il prezzo più basso a tutti i costi (se non all’hard discount), quanto piuttosto il value for money, ossia il miglior rapporto tra il prezzo del prodotto e le sue caratteristiche positive (qualità, servizio, marca ecc).
Un atteggiamento confermato da molti fattori, come la stabilità degli acquisti di prodotti di primo prezzo e la crescita inferiore alle aspettative del discount, sui cui scaffali da qualche tempo sono comunque approdati anche i prodotti di marca.
“Questo approccio sta premiando i prodotti lattiero-caseari realizzati dalle industrie alimentari italiane -commenta Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte- che soddisfano le esigenze espresse dai consumatori in termini di qualità, sicurezza, informazione, trasparenza, servizio e praticità".
Ad esempio -fa notare Ambrosi- nel mercato dei formaggi grana, i formati tradizionali quali forme e fette coprono ancora circa l’80% del mercato, ma a crescere sono soprattutto i prodotti più innovativi, come i grattugiati, che sono cresciuti dello 0,7% nel 2008 arrivando a rappresentare il 16,4% di tutte le vendite della categoria (dati Nielsen, Servizio Retail Index).
Insomma, se è vero che le promozioni sono sempre più attrattive, non solo certo l'unico driver di scelta d'acquisto.





































