
Non solo Facebook
È altrettanto falso, sostiene Gfk Eurisko, che su Internet tutti usano Facebook, chattano, guardano le news. Studiare Internet in base al concetto di “utente medio” o “tipico” è un errore. Ad esclusione della posta elettronica, il generico browsing e il ricorso ai motori di ricerca, tutte le altre attività si sviluppano presso una minoranza di utenti. “Commercio elettronico, social networking, instant messaging, blogging, peer to peer, uploading, downloading -puntualizza Lucchi- sono tutte attività con un proprio specifico target. Ne segue inevitabilmente che ogni iniziativa condotta su Internet deve partire dall'individuazione di un target molto preciso”.
Valorizzare le relazioni
Non corrisponde al vero neanche la convinzione che chi controlla le informazioni in Internet ha potere. Nessuno dei grandi standard di Internet (Google, eBay, YouTube, Facebook, Amazon) è, di fatto, un produttore di contenuti. Le vere opportunità (quelle che producono margini di bilancio, o almeno quotazioni crescenti di borsa) si aprono per chi riesce a controllare il processo di intermediazione, scambio e valorizzazione delle relazioni tra informazioni e persone. Gli utenti internet cercano in realtà “soluzioni”, “esperienze”, “significati”. “Di fronte a questa situazione -spiega Lucchi- spetta all'Offerta farsi carico dei bisogni e dei desideri del proprio cliente. L'integrazione nelle piattaforme digitali dei progetti e delle identità degli utenti è probabilmente il futuro del marketing online. Un approccio per niente virtuale ma molto concreto e reale, misurabile sul campo in modo rigoroso”.





































