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Fare e-commerce significa catturare attenzione e fiducia degli internauti
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Fare e-commerce significa catturare attenzione e fiducia degli internauti
Secondo la ricerca condotta da Ipsos in esclusiva per Gdoweek, il basso indice di utilizzo domestico di Internet e la diffidenza verso i pagamenti on-line frenano lo sviluppo del canale
08 Giugno 2009
Ad aprile 2009, solo il 16% della popolazione italiana dichiara di aver fatto acquisti online. Si tratta di un fenomeno che oggi, in parte, trova una limitazione strutturale nel proprio sviluppo: infatti circa il 40% degli italiani non possiede un computer e il 20% di essi non ha un collegamento internet. Tale quadro si va ulteriormente ad avvalorare interpellando le fasce di età più matura: in particolare due su tre over 55 anni non hanno un computer e circa uno su tre non ha accesso ad internet. Un'altra barriera di natura più attitudinale è “il non sentire il bisogno di questo servizio”.
Raccogliendo circa il 30% delle citazioni, l'item indica come una parte degli italiani non riconosce significativi vantaggi nell'acquisto in rete. Inoltre, ad oggi permane ancora una significativa diffidenza rispetto a questo canale commerciale: il 25% dei rispondenti dichiara di non fidarsi di chi fa vendite on line e il 20% di fare pagamenti in rete.

Target preferenziale: young adult
Guardando ora un po' più da vicino questo mondo dell'e-commerce, attraverso gli occhi di chi gli si è già avvicinato, scopriamo, innanzitutto, che l'acquirente online è costituito da un target ben specifico: si tratta principalmente di giovani, di età 15-34 anni -con una forte concentrazione nella fascia young adult 25-34-, che lavorano, con un livello di istruzione alto ed appartenenti alla classe socio economica alta. Alla luce della penetrazione dell'e-commerce e della connotazione dell'attuale fruitore del servizio, possiamo oggi parlare quindi di un fenomeno di nicchia, targettizzato. Questo è il quadro sul mondo dell'e-commerce che si evince dalla ricerca condotta ad aprile 2009 da Ipsos Italia in esclusiva per Gdoweek, effettuata presso un campione nazionale rappresentativo dell'universo individui dai 15 anni e più.

Viaggi ed elettronica i più gettonati
L'acquirente online ha comportamenti di acquisto sostanzialmente occasionali: si avvicina a questo servizio “una volta ogni tanto (60%)” e spesso mosso da “necessità specifiche (35%)”. Ha una buona conoscenza dei siti ecommerce e, tra questi, quelli che spiccano per notorietà sono: i siti dedicati a viaggi e vacanze (75%), alla vendita di apparecchiature elettroniche (42%), di libri e riviste (38%), di abbigliamento, calzature ed accessori (33%) ed in coda i siti per scaricare a pagamento musica e film (19%). Diversamente, è marginale la conoscenza dei siti per la “spesa corrente”: ad esempio siti di super/ipermkt (inferiore al 10%). I siti maggiormente esperiti sono naturalmente i più conosciuti, anche se con differenze relative di pesi. Il mondo dei viaggi e vacanze trova una quasi totale coincidenza tra conoscenza ed utilizzo. Risulta quindi il mondo che ha oggi un significativo e primario ruolo di driver nell'avvicinare all'e-commerce. A seguire, e in ordine, troviamo poi i siti per la vendita di apparecchiature elettroniche, libri e riviste e abbigliamento/ calzature/accessori, che hanno un interessante livello d'uso, anche se piuttosto distante da quello di conoscenza (20% circa d'utilizzo vs 35%-40% di notorietà). Inoltre, viaggi e vacanze -in primis- e le categorie merceologiche sopra descritte -a seguire- sono anche quelle per le quali si registra un più elevato livello di esperienza di acquisto (del tutto simile a quello di utilizzo del sito). Tale evidenza, può essere, a nostro giudizio, la testimonianza del fatto che l'attitudine, la predisposizione all'acquisto online è l'elemento scatenante la ricerca in rete di siti specifici di vendita; la loro conoscenza e visitazione sembra quindi fortemente legata ad un bisogno specifico e alla marcata intenzionalità, predisposizione all'acquisto.

Forti reticenze sulla spesa domestica
Le categorie merceologiche per le quali si è registrato un minor livello di conoscenza e frequentazione dei siti, sono anche quelle per le quali si registra una maggiore refrattarietà all'acquisto in rete: una per tutte gli alimentari (56%). Al suo fianco. troviamo i gioielli (62%), e con livelli di resistenza inferiori, i prodotti per bambini (28%) e i prodotti assicurativi (23%). Infine, la contenuta conoscenza di siti di super/ ipermercati per la “spesa corrente” si traduce anche in una bassissima abitudine alla spesa online: 4% degli acquirenti sulla rete. La principale motivazione di mancata adesione risulta essere ancora una volta afferente ad una dimensione attitudinale: la preferenza a scegliere di persona i prodotti da comprare (75%). Marginale, ma significativa (intorno al 10%), la quota di chi dichiara di farsi frenare dal costo della consegna a domicilio della spesa domestica.

Commento di Raffaella Merlini,
responsabile new business di Ipsos Italia
(ha collaborato Fiorenza De Vincenzi)

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