
Laddove, il territorio di origine assume una posizione di primo piano, seguito dalla parola Prosecco con l’aggettivazione Superiore. Tali modifiche intendono preservare il valore creato da questo territorio in tre secoli di storia. Un patrimonio che -coinvolgendo 160 aziende spumantistiche e oltre 3.000 viticoltori.- ammonta a un volume produttivo di 57.434.000 bottiglie, per un giro d’affari di 370 milioni di euro (dati 2008).
“Il passaggio al solo nome di territorio, che è il nostro obiettivo finale, deve essere graduale -afferma il presidente del Consorzio di Tutela, Franco Adami-. In molti paesi al mondo prosecco è divenuto un sinonimo di vino italiano di successo e togliere del tutto questa parola sarebbe stato rischioso. L’aggettivazione Superiore, tuttavia, aiuta il consumatore a capire subito che si tratta del prosecco originale, quello di Conegliano Valdobbiadene ”.
Per comunicare queste importanti novità, il Consorzio avvierà un importante piano di comunicazione e renderà obbligatorio l’uso del logo sulla fascetta di Stato, che contraddistingue i vini DOCG.





































