| N° Gdoweek | 499 |
| Data di pubblicazione | 19 ottobre 2009 |
| Autore | Fiorenza De Vincenzi |
| Scarica il documento | |
246_16.pdf
|
|

E pensare che, invece, il settore agricolo, che è poi quello che sta alla base di qualsiasi produzione agroalimentare tipica, sta dando prova di forte dinamicità. Anche se, con un fatturato di 2 miliardi di euro, contribuisce solo nella misura del 12% al Pil regionale.
Nel 2008, infatti, il Lazio è stata l'ottava regione con il più alto numero di nuove aziende agricole: ben 1.200, molte di esse gestite da giovani e donne sotto i 35 anni. E sono in aumento le società agricole di capitali e di persone. Le prime sono passate da 624 a 649 unità. Le seconde da 1.694 a 1.729. Diminuiscono invece le ditte individuali che passano da 55.269 a 50.945.
“Ciò significa -sottolineano dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio- che stiamo assistendo ad una riorganizzazione del sistema delle aziende e del modo di fare impresa che diventa sempre più moderno e competitivo”. Basti pensare al caso di successo rappresentato dall'Igp kiwi di Latina.
I prodotti d'eccellenza
Del milione di ettari che costituiscono la superficie della regione, ben 730 mila -cioè circa tre quarti- sono destinati all'agricoltura. La superficie agricola coinvolta da Dop e Igp interessa invece quasi 4.300 ettari, pari al 6,5% delle regioni centrali e al 3,3% del totale Italia. La filiera regionale di qualità Dop/Igp coinvolge oltre 3.800 strutture produttive, il 65% delle quali sono aziende agricole. Il valore della produzione laziale con riconoscimento comunitario è di oltre 797 milioni di euro, pari al 14,22% del totale nazionale; il peso più consistente nel paniere Lazio spetta ai formaggi e ai salumi, che totalizzano rispettivamente quasi 509 milioni di euro e oltre 250 milioni di euro.
In questi ultimi anni, sono stati cinque i nuovi riconoscimenti europei (una Dop, Ricotta Romana, due Igp, Abbacchio Romano e Sedano Bianco di Sperlonga, una Docg, Cesanese del Piglio, e una Doc Moscato di Terracina), 11 i prodotti che hanno terminato l'iter nazionale, ottenendo la protezione transitoria, e 14 i dossier Doc/Igt in revisione.
A testimonianza della tipicità di produzioni inscindibilmente legate agli usi e alle tradizioni del territorio, è importante rilevare che il Lazio -con 354 specialità- si colloca al 4° posto a livello nazionale per numero di prodotti tradizionali registrati, dopo la Toscana (455), il Veneto (371) e il Piemonte (366).
Le specialità che presentano un peso maggiore nel paniere del Lazio sono i prodotti della panetteria e della pasticceria (42%), seguiti dai prodotti ortofrutticoli (26%) e dalla categoria carni e salumi (13%).
La regione ha inoltre una produzione annua di 33 milioni di bottiglie di vino e, secondo una ricerca commissionata dall'ARSIAL, il 90,5% dei ristoratori regionali ha inserito i vini del Lazio nella propria carta dei vini con una scelta del numero di etichette sempre più varia e in costante aumento, a testimonianza dell'apprezzamento crescente dei consumatori per i vini laziali di qualità.
Schede e caratteristiche, anche dei prodotti tradizionali e riconosciuti, sono consultabili sul portale dell'ARSIAL (www.arsial. regione.lazio.it), che in poco tempo dall'attivazione ha già raggiunto i 31 mila visitatori.






246_16.pdf






























