
I numeri dello spreco
Secondo studi dell'istituto, se il modello Last Minute Market venisse implementato sull’intero territorio italiano da tutto il settore distributivo dall’ingrosso al dettaglio, si potrebbero recuperare all’anno ben 244.252 tonnellate di cibo per un valore complessivo di 928.157.600 euro. Sarebbe inoltre possibile fornire tre pasti al giorno a 636.600 persone e risparmiare 291.393 tonnellate di CO2 che sono invece attualmente prodotte a causa dello smaltimento del cibo come rifiuto. Per neutralizzare tutta questa CO2 sarebbero necessari 586.205.532 mq di area boschiva equivalenti a 58.620 Ha o a 117.200 campi da calcio.
"I Paesi europei -ha commentato Segrè- hanno cibo a disposizione in quantità tre volte maggiore di quello di cui avrebbero bisogno, eppure in Europa -e non in Africa- ancora 43 milioni di persone sono a rischio di sicurezza alimentare. Con il cibo gettato a livello mondiale non solo si potrebbero nutrire 3 miliardi di persone, ma recuperandolo, e dunque prevenendo la formazione dei rifiuti, si potrebbe dare un grande contributo alla lotta contro il riscaldamento globale".
La mission di LMM
Last Minute Market si occupa di recuperare cibo (ma non solo) ancora in perfette condizioni igienico-sanitarie ma escluso dalla vendita per meri motivi commerciali (perché prossimo alla data di scadenza, perché difettoso nella confezione, perché prodotto o acquistato in eccesso ecc.), lungo tutta la catena agroalimentare, dal campo alla tavola, per poi distribuirlo agli enti caritativi che operano nel terzo settore. Un sistema originale di recupero degli sprechi, che è sostenibile non solo da un punto di vista economico e sociale, ma anche e soprattutto ambientale.





































