
Gli italiani
La presenza italiana (200 espositori, per la gran parte tramite rappresentanti spagnoli) è nutrita ma nella maggior parte dei casi avviene in stand collettivi: ad esempio sette formaggi dop (Grana, Parmigiano Reggiano, Caciocavallo Silano, Asiago, Gorgonzola, Pecorino Romano e Bufala campana) sono presenti con uno stand collettivo dell’Afidop, l’Assocazione che riunisce i Consorzi caseari. Presenza collettiva anche di produttori raggruppati nel padiglione Italia dall’Ice, e da stand promossi dalla Regione Campania e dalla Regione Lazio. Bisogna comunque rilevare che l’imminenza del prossimo Cibus ha presumibilmente consigliato le aziende italiane a concentrare gli investimenti sul mercato interno. Ma la presenza del nostro cibo non manca anche in altri stand che non si peritano di proporre alimenti “Italian sounding”. Tra i più inquietanti si segnala una confezione di lasagna “Dolcefarniente” prodotta in Belgio e la mozzarella “Napoli”, eventualmente miscelabile con parmigiano o provolone, originaria di Valladolid. Ma al di là di questi aspetti quasi pittoreschi c’è un settore dove probabilmente gli italiani hanno di che preoccuparsi: quello della pasta di semola: turchi e tunisini infatti sono pronti ad affilare le armi.
Innovazione
Alcuni spazi specializzati presentano tematiche di rilievo per tutto il settore. Questo il caso delle quarte e quinte gamme, con dimostrazioni quotidiane di come si possano sviluppare ricettazioni ad alto valore aggiunto. Un aspetto di estremo interesse di Alimentaria 2010 è l’enfasi data all’innovazione, di packaging e di prodotto. Innoval 2010, esposizione di novità internazionali, ha presentato centinaia di proposte, molte delle quali in attesa di sbarcare in Italia. Ne presenteremo una panoramica nei prossimi numeri di Gdoweek.





































