
In questo palazzo, al piano terra, su 5mila mq si snoda la proposta di Eataly: con accesso da tre lati, ci sono il caffè all'italiana, un angolo dicioccolato (Venchi), la birreria (Teo Musso), la pasticceria (Luca Montersino), l'enoteca e i ristoranti tematici (pasta, pizza, carne, verdura, pesce), con una novità: quello dedicato esclusivamente a dessert e frutta.
Altri mille mq sono al piano inferiore tutti dedicati ai servizi: le cucine, la pasticceria, la gelateria, la panetteria. Infine circa 650 mq sono sul tetto, nel rooftop, dove la catena di ristoranti di Mario Batali, chef italo-americano assai noto in Usa, gestirà un locale aperto fino alle due di notte.
Farmer's market e made in Italy
Per l'approvvigionamento e lo stoccaggio dei prodotti dall'Italia c’è un magazzino in Manhattan, mentre frutta e verdura verranno acquistati dai farmer's market intorno a New York.
I prezzi? Sempre democratici: una pizza, sui 12 dollari.
L’investimento per l'Eataly Usa è sui 25 milioni di dollari (un break even point si attesta sui 40 milioni di fatturato annui).
Tra i soci americani c'è il gruppo B&B: Lidia Bastianich, Mario Batali, Joe Bastianich, già del mondo “enogastronomico” made in Italy, cui si sono uniti due finanzieri newyorkesi, amanti dell'Italia: Alex e Adam Saper.
Il megastore di Roma
Intanto, il patron di Eataly, Oscar Farinetti, sta seguendo anche il progetto di Roma, che sarà lo store più grande d’Italia: 14mila mq, all'Air Terminal dell'Ostiense (costruito in occasione dei Mondiali del '90 e poi lasciato in uno stato di abbandono).
In accordo con il Municipio della Capitale, entro la fine del 2011 l’edificio sarà completamente ristrutturato e ospiterà quattro piano di Eataly. Il complesso dovrebbe portare posti di lavoro per oltre 200 persone e sarà aperto dalle 10 a mezzanotte.





































