
Le performance dei canali
I migliori risultati del secondo semestre 2008 sono quelli registrati dal canale erboristeria, che detiene poco meno del 4% del mercato totale, registra crescite intorno al 5%, con previsioni per il primo semestre 2009 del +4%, portando il canale a quota 320 milioni di euro. Ottili risultati anche per il canale farmacia, che conferma il suo dinamismo, raggiungendo 1,4 miliardi di euro (+4% tra luglio e dicembre 2008), con previsioni di crescita per il primo semestre 2009 di un ulteriore 4,5%.
Relativamente al canale della grande distribuzione, nonostante le forti tensioni sui consumi, le vendite dei cosmetici hanno mostrato una sostanziale tenuta, crescendo dell'1% nell'ultimo semestre di quest'anno. Analoga crescita è prevista nei primi sei mesi del 2009, anche se, con una previsione di aumento dei prezzi di circa l'1,5%, è ovvio che significherà un calo delle vendite e dei consumi. Per sostenere il canale della gdo -che vale oltre il 40% del mercato cosmetico con un valore sopra i 3,6 miliardi- le imprese del hanno effettuato forti investimenti sia in ottimizzazione degli assortimenti sia nel posizionamento dei prezzi.
Va registrata anche una consistente e componibile crescita del canale discount.
Accanto al consistente calo delle vendite nei canali professionali (saloni di acconciature -3,8% e quelli di estetica -0,5%), quello della profumeria, che si aggiudica il secondo posto per valore di mercato, pari a 2,35 miliardi (30% circa la share) presenta un trend sostanzialmente piatto (+0,5%), con previsione di crescita vicine allo zero per il primo semestre 2009.
Saldo commerciale ancora positivo
Le esportazioni del settore, condizionato dalle tensioni sui prezzi e da oscillazioni instabili sui cambi, registrano un rallentamento del 2,3%, pari a 2,2 miliardi. Pesa, in particolare, il caso dei consumi negli Usa e in alcuni paesi europei, mentre Brasile, Russia, India e Cina, come anche in paesi asiatici di nuova industrializzazione, l'offerta italiana di cosmetici risulta tuttora molto competitiva.
Nel complesso, il saldo commerciale del settore è pari a 700 milioni, segnando anche l'incremento del 2% delle importazioni.
































