Carrefour, giro d’affari a 84 miliardi nel 2014

Il 2015 è un anno svolta per Carrefour: in aprile il consiglio d'amministrazione, sulla scorta di quanto emergerà dall'assemblea generale degli azionisti, dovrà decidere se rinnovare o meno il mandato all'attuale numero uno, Georges Plassat, pdg dal 2012 quando subentrò allo svedese Lars Olofsson. Primo datore di lavoro francese nel settore privato (115.000 dipendenti), terzo gruppo distributivo mondiale e primo in Europa, a un'incollatura da Schwarz Unternehmen (Lidl), Carrefour festeggia nel 2015 i 20 anni in Cina e i 40 in Brasile. I due mercati del futuro di Carrefour stanno dando però risultati contrastanti: le vendite in Cina non vanno come atteso  (-5,3% nel 2014), mentre il Brasile è sempre verde-oro come la sua bandiera: +10,4% a parità di perimetro, straordinario risultato se si considera lo smilzo incremento delle vendite totali di Carrefour (+1,1%) nel quarto trimestre 2014, che scendono nell'arco di tutto il 2014 a -0,3%.

Nel 2014 le vendite hanno registrato una flessione del 4,3% riconducibile in larga parte alle oscillazioni valutarie in America Latina (-3,3%) e al calo del prezzo del petrolio (-1,1%). In realtà le vendite tra incremento a parità di perimetro (+2,8%) e nuove aperture (+1,1%) sono aumentate del 3,9%, salendo a 84 miliardi di euro. In Francia Carrefour mette a segno un +1%, l'Italia (in foto l'esterno del primo Carrefour Gourmet, aperto a Milano) va meglio degli anni precedenti, anche se ancora in negativo (-1,7%).

Il 2014 è stato un anno piuttosto intenso per Carrefour che ha costituito Carmila, una nuova società immobiliare nella quale ha collocato le sue gallerie commerciali ricomprate da Klépierre, ha riacquistato Dia France (i discount), ha stretto un accordo sugli acquisti nazionali con Cora, e ha fatto entrare nel capitale della sua società brasiliana la catena Abilio Diniz. In un'intervista a Les Echos, Georges Plassat ricorda che la Francia è il paese più competitivo nel settore della distribuzione e che si può rimanere sul mercato anche con un'inflazione sotto il 2% a patto che l'offerta dei punti di vendita miri sempre più a soddisfare richieste di qualità e valore aggiunto, differenziando il più possibile e puntando sull'innovazione.

 

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