Come sarà smart la nuova casa

Dall’International Ces di Las Vegas, ecco i nuovi trend per la casa e per la persona. Ma futuribile e futuro non sono sinonimi: i nuovi dispositivi riusciranno davvero a cambiare le nostre abitudini di consumo? E i retailer come raccoglieranno la sfida? Da Gdoweek n. 2-2015

Ci sono due aggettivi che possono sintetizzare l’edizione 2015 dell’International Ces di Las Vegas: smart e connected. Da usarsi in stretta correlazione: perché non basta essere intelligenti: quel che conta è l’essere anche connessi. Così, quest’edizione del Consumer Electronic Show ha segnato la consacrazione della casa intelligente, con una marcia in più rispetto a qualche anno fa. Oggi, il paradigma è cambiato: è l’intera quotidianità che si muove in uno spazio arricchito di sensori, in grado di monitorare comportamenti, abitudini, attitudini, traducendoli in dati, in informazioni fruibili per chi desidera sviluppare nuovi prodotti e servizi. È il mondo dell’Internet delle Cose e dei Big Data, per il quale molti si stanno preparando ma per lo più sono oggi ancora del tutto impreparati.
Perché non basta che i dispositivi siano intelligenti: è necessario che l’intera filiera si organizzi per trasformare queste potenzialità in realtà. Cambierà il modo di vendere gli apparati e gli impianti domestici e bisognerà investire in una nuuova formazione sul canale commerciale. Cambierà il modo in cui il consumatore sceglie e acquista. Non è semplicemente una questione di multicanalità: il vero spostamento avverrà dal prodotto al servizio. Ciò che abiliterà l’azione di acquisto finale sarà un servizio, nel quale il retailer, se vorrà aderire a questa rivoluzione, dovrà trovare il modo di integrarsi. Nei cinque giorni del Ces sono stati annunciati 20.000 prodotti nuovi: alcuni già pronti per la commercializzazione, altri “proof of concept”, utili a rendere l’idea dei progetti sui quali le aziende stanno investendo.

Gdoweek2_2015_14La centralità delle app
In questo mare magnum di novità è possibile identificare i fili conduttori delle tendenze che maggiormente interesseranno consumatori e retailer.
Partiamo dalle App e dai dispositivi mobili, oggi il punto nevralgico di tutti i dispositivi intelligenti. Le App servono per comandare i dispositivi in casa, dalle lampadine al riscaldamento, dalle tapparelle agli allarmi, dagli impianti audio agli elettrodomestici. Ed è sempre attraverso le App che passano le attività di monitoraggio e di raccolta dati. Anche quelle del nostro benessere. La vera novità emersa da questa edizione del Ces è non solo la trasversalità delle App, ma la nuova logica che le vuole multipiattaforma e connesse. È multipiattaforma la proposta di Bosch, che punta al controllo di elettrodomestici di fornitori e marche diverse attraverso una piattaforma gestita via App; similmente è multipiattaforma l’italianissimo Easydom Next, software che comunica con tutti gli oggetti intelligenti presenti in casa e consente di controllarli da un’unica console via pc, smartphone o tablet. È in una logica di interconnessione tra App che nascono le caffettiere intelligenti, come iKettle, o le lampadine Holi SleepCompanion, che non si limitano ad accendersi all’ora prestabilita o a distanza, ma adattano la quantità di caffeina nel caffè o l’intensità della luce emessa alla qualità del sonno dell’utente. È questa la nuova via delle tecnologie indossabili: bracciali, fasce, solette, sensori registrano parametri vitali e li traducono in informazioni utilizzabili.
Se può far sorridere l’idea della cintura che si allarga e si restringe automaticamente in base alle variazioni del giro vita, un impatto diretto più immediato possono averlo le App che adattano i suggerimenti e le indicazioni nutrizionali in base ai valori glicemici o alle intolleranze alimentari. In questo tourbillon di novità, la cucina e gli alimenti mantengono un ruolo, e probabilmente un fascino, centrali. Futuribile, ma curioso, è Sereneti, oggetto di una campagna di crowdfunding, che promette di cucinare da solo tutto ciò che si desidera. Basta scegliere la ricetta via App e gli ingredienti: a tutto il resto pensa la macchina, che dosa, pesa, mescola, sala e cuoce, attivandosi in tempo per garantire il piatto pronto all’ora di andare a tavola.
Più reale Samsung, che agli appassionati di cucina promette ChefTablet in edizione limitata, per il quale offre la con connessione ai principali siti e ricettari ed ha coinvolto cuochi di fama internazionale con i loro trucchi e segreti. Whirlpool pensa a una Interactive Kitchen of the Future, che va oltre un pur sofisticato piano di cottura. La cucina, in questo caso, non è solo intelligente, ma è anche social. Il piano a induzione e lo schienale sono elementi interattivi, che si connettono ai social network, ai siti e alle chat, per strappare alla mamma lontana il segreto per quel piatto particolare. E a fine pranzo, i nuovi robot puliscono da soli le griglie del barbecue! Non manca, va detto, la rivisitazione del frigorifero intelligente: lo ha presentato la community FirstBuild, con il suo ChillHub, un frigorifero dotato di bilance e porte Usb, in grado di controllare con precisione pesi e quantità degli alimenti contenuti e di trasmettere i dati -di nuovo- alla apposita App. Ma se è vero che questa è l’innovazione che ci attende, non possono non sorgere alcune perplessità circa la distanza che ancora rimane tra le ricerca e la vita reale, tra i possibili sviluppi e la lor applicabilità. Perché non si può negare una certa resistenza culturale nei confronti della possibile invadenza, se non ingerenza, delle App nel nostro quotidiano, né si può fare a meno di notare la distanza tra ciò che il mercato si prepara a proporre e le abitudini e consuetudini di acquisto. Nel pensiero della community che sviluppa ChillHub, ad esempio, il passo successivo alla rilevazione del peso è il preordine presso il retailer. Ma il punto di vendita è disposto ad accettare (e ad attrezzarsi) questa differente modalità di acquisto? E quante delle innovazioni del Ces 2015 finiranno nel disinteresse totale?” In un mondo in cui le App delle insegne non riescono ancora a collegare la lista della spesa con il terminale fai da te, come è possibile immaginare una volontà di investimento in grado di sostenere il ritmo - e le esigenze - del mondo iperconnesso?

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