Consorzio Europa: plus capillarità

Da Godoweek n. 2-2015

Valorizzare le proprie potenzialità sui territori e proseguire nel trend di crescita che l’ha caratterizzato fin dalla sua nascita nel 1999: con l’acquisizione del retailer bresciano Zerbimark conclusa a fine 2014 il Consorzio Europa segna un momento strategico di grande importanza che darà nuovo slancio alla propria azione. Zerbimark rafforza Consorzio Europa con una rete di 12 supermercati dislocati in Lombardia, in particolare nella provincia di Brescia, con una superficie media sui 1.500 mq e un fatturato intorno ai 70 milioni di euro. Oggi Consorzio Europa, dal 2010 associato al Gruppo Sigma, ha raggiunto 200 punti di vendita presenti in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto e Toscana con una chiusura di esercizio con ricavi superiori ai 400 milioni di euro.“La capillarità della nostra rete -spiega Oreste Santini, presidente di Consorzio Europa- e le capacità imprenditoriali sul territorio dei nostri consociati, insieme ad un Cedi efficiente e molto attento ai costi, garantiscono ai nostri punti di vendita un buon punto di partenza in termini di competitività. La struttura di Siziano, situata nella cintura dell’hinterland milanese, in un’area a vocazione industriale, ospita, vicino agli altri gli uffici del consorzio, il magazzino generi vari che ha una superficie di 15.000 mq, quello di freschi e surgelati (5.000 mq) e di frutta e verdura (5.000 mq). In ogni caso abbiamo puntato ad ottimizzare la redditività delle superfici di vendita ed in particolare del display”.

Avete un format di riferimento sul quale puntate?
Rappresentiamo una rete di prossimità: i nostri negozi, quindi, sono di taglio piccolo, mediamente intorno ai 350 mq. Allo stesso tempo, stiamo puntando ad ampliare il format dei superstore, con metratura superiore al 1.000 mq.

Quali scelte assortimentali avete effettuato per attrarre il consumatore?
Negli ultimi due anni, abbiamo puntato a rafforzare la presenza e la visibilità del prodotto a marchio sui nostri scaffali, al fine di aumentarne l’incidenza in termini di fatturato. Inoltre, stiamo completando la revisione dell’assortimento del nostro Cedi e la definizione dei singoli cluster assortimentali, con particolare attenzione alla qualità dei prodotti freschi.

In chiave assortimentale, che importanza hanno i fornitori locali?
Hanno un ruolo e peso decisivi, in quanto nei nostri punti di vendita, radicati sul territorio, i clienti ci chiedono e si aspettano di trovare prodotti particolari e novità, ma anche sapori e tipicità che rappresentano le peculiarità del territorio stesso.

Ritenete che la leva promozionale classica, possa ancora essere efficace nel sostenere la domanda?
Abbiamo sospeso il classico catalogo premi collegato alla raccolta punti fedeltà e intendiamo sperimentare nuove formule promozionali legate ai buoni sconto e a operazioni di collezione di breve periodo. La leva promozionale classica ha il suo perno nel volantino dedicato alle offerte, al quale il cliente continua a dare grande attenzione. Pertanto dev’essere mantenuto, ma contemporaneamente arricchito da ulteriori azioni promozionali, mirate a proiettare al cliente una percezione di convenienza da cogliere, di volta in volta, garantendoci la sua presenza con continuità sul punto di vendita.

Perché continuare a farne?
Perché sono in grado di aumentare i fatturati nel periodo anche di alcuni punti percentuali e inoltre queste campagne dedicate ai bambini consentono di entrare in contatto con i potenziali clienti e creare una soddisfazione cumulata nel tempo per clienti fedeli.

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