Coop-Esselunga: per Falce e carrello, nuova sentenza a favore di Coop

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“Un'aggressione violenta e lesiva che il Tribunale di Milano ha ritenuto opportuno sanzionare come illecita concorrenza e che noi di Coop non ci saremmo mai sognati di fare nei confronti di un concorrente. Pur in un contesto di dura competizione imprenditoriale, il rispetto degli altri e la legalità dei comportamenti e degli atti è parte integrante dell'essere cooperativa”.

La sentenza
Questo il giudizio di Coop in merito alla sentenza di condanna per concorrenza sleale nei confronti di Esselunga.
In particolare, il Tribunale di Milano, ha sancito che il libro integra “un'illecita concorrenza per denigrazione ai danni di Coop Italia”, condanna Esselunga a un risarcimento di 300mila euro, al pagamento delle spese legali (20mila euro) e al ritiro del pamphlet dal mercato. Vieta, inoltre, di reiterarne la pubblicazione e diffondere il contenuto del libro.

Oltre al patron Bernardo Caprotti e a Esselunga spa, sono stati condannati anche Geminello Alvi, curatore della prefazione, Stefano Filippi, coautore, e la casa editrice Marsilio.

La posizione di Coop
In un comunicato, Coop precisa: “Abbiamo sempre respinto ogni accusa che ci viene mossa da un libro che si fonda solo sull'acredine dei suoi autori nei confronti di un sistema di imprese di successo che gode della fiducia di oltre 7 milioni e mezzo di italiani -continua Coop-. Riteniamo che questa sentenza renda ragione anche a loro. A questa sentenza va aggiunto il recente pronunciamento della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che riconosce la distintività delle imprese cooperative in merito alle esenzioni fiscali che non devono essere considerate come aiuti di stato”.

Terza sentenza
Si tratta della terza sentenza (cui ne seguiranno altre) legata ai diversi esposti presentati dal mondo Coop (Coop Liguria, Coop Estense, Coop Adriatica, Unicoop Firenze, Coop Italia) in seguito alla pubblicazione di Falce e Carrello.

Mentre quest'ultima sentenza di primo grado è stata favorevole a Coop Italia, lo stesso Tribunale Civile di Milano non aveva accolto le istanze di Coop Liguria e Coop Estense: in particolare, lo scorso anno, non era stata riscontrata “alcuna dolosa o colposa alterazione dei fatti storici riportati” e quindi danni all'immagini di Coop Liguria e il suo ex presidente Bruno Cordazzo, pur riconoscendo a Coop la somma di 50mila euro di risarcimento, mentre le richieste risarcitorie di di Coop Estense non sono state accolte, secondo la sentenza di fine aprile.

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