Dimmi che birra bevi e ti dirò chi sei

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Come si sta evolvendo il gusto degli italiani in fatto di birra? E soprattutto come si può clusterizzare l’offerta, o diversificare la comunicazione, in base a precisi target di riferimento che tengano conto delle caratteristiche -anche psicologiche- del consumatore? A rispondere a queste domande lo studio realizzato per Assobirra dal Centro Studi Assaggiatori di Brescia -un’autorità nel campo dell’analisi sensoriale- che utilizzando un panel di 15 assaggiatori ha testato 21 birre in rappresentanza delle diverse tipologie: Lager, Pils, Blanche, Weizen, Bock, Abbazia, Ale. Ai giudici è stato chiesto di descrivere la propria percezione delle sensazioni visive, gustativo-tattili e aromatiche della bevanda, ma anche di esprimere un giudizio di piacevolezza su questi aspetti sensoriali, nonché sull’impatto emozionale di ogni birra, individuandone i valori, le situazioni di consumo e l’immagine a essa associati.

Limpida e con schiuma compatta

A prescindere dalla tipologia di appartenenza, le birre più apprezzate dagli italiani sono accomunate da alcune caratteristiche trasversali. Per esempio, a livello visivo, attrae il colore intenso sia della birra sia della schiuma, la quale risulta più attraente quanto più è compatta. Inoltre le birre limpide sono in genere preferite a quelle torbide. A livello di sensazioni olfattive e di gusto, colpiscono di più le birre caratterizzate da una certa potenza aromatica e forte persistenza, a prescindere dal timbro.

Cinque profili da soddisfare

Utilizzando parametri sia di tipo sensoriale sia di tipo emozionale, la ricerca ha permesso di stilare i cinque profili-tipo del consumatore di birra, ciascuno dei quali manifesta determinate attese verso la bevanda. Si scopre così che il razionale, che vuole immediatezza e concretezza, sceglie la birra -molto spesso una Pils- in base al rapporto qualità prezzo e a fattori visivi come il colore intenso o la compattezza della schiuma, ma se si orienta su una Weizen apprezza la dolcezza e la potenza dei profumi fruttati. Il romantico, sempre in cerca di emozioni, predilige la particolarità di una Ale, ma è attratto anche da birre dolci e fiorite come le Blanche o le Weizen. Il raffinato, cioè l’intenditore gourmet, ricerca birre corpose e torbide come alcune Ale, ma ama anche le note fruttate riscontrabili in una Blanche o una Weizen. Il risoluto è un consumatore curioso e informato, che ama mettersi in gioco per vivere emozioni intense, che solitamente trova bevendo una Ale, anche se a volte non disdegna le note agrumate e vegetali riscontrabili in una Weizen. Per finire il rude, inteso come una persona che per vincere le proprie sfide non va troppo per il sottile, giudica la birra al primo sorso soprattutto dal grado di frizzantezza e quindi si orienta preferibilmente verso Lager, Pils ed Ale.

Il futuro è floreale

Secondo le proiezioni effettuate dal Centro Studi Assaggiatori facendo riferimento anche alle tendenze sensoriali generali rilevate nel corso dell’ultimo decennio, nel prossimo futuro i gusti dei consumatori italiani nei confronti della birra si evolverà ulteriormente in una dimensione gourmand. Così in luogo delle birre dai profili meno caratterizzati aumenterà il gradimento verso prodotti di maggiore personalità. La banalizzazione degli aromi, e in particolare degli stra abusati fruttati, porterà alla ricerca di note più raffinate ed evocative, come quelle floreali -che andando ad attutire le note amare eserciteranno sempre più attrazione anche sul target maschile-, mentre la contaminazione delle culture alimentari aumenterà il gradimento dello speziato e del vegetale. Insomma, il futuro per il mondo della birra si profila sempre meno basic, anzi più variegato e raffinato che mai.

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