Drive o Click&Collect, come avvicinarsi all’eCommerce

L’eCommerce è cresciuto del 16% nel 2015, con un valore di 16,6 miliardi di euro (fonte School of Management/Netcomm): il confronto con la gdo non è più rimandabile e si cercano soluzioni alternative, tappe di avvicinamento all’online. Possono essere considerate in questo modo formule come il drive e il click&collect, soluzioni preferite ad oggi dai retailer perché permettono di mantenere un legame più stretto con la rete fisica di negozi.

La formula drive nella gdo
In Italia, diverse insegne -Iper, La grande i, Coop, Auchan e Tigros- stanno investendo nella formula drive: si compra online e si ritira in location precise appoggiate ai punti di vendita della catena, ma senza obbligo di ingresso. Solitamente gratuito, tra i suoi minus ha la complessità logistica e la non replicabilità su tutte le location con il risultato, talvolta, di una presenza a macchia di leopardo. In termini di offerta, viene ricalcata la struttura tradizionale di assortimento di un supermercato, con una divisione per categorie (freschi, freschissimi, ecc) con gli stessi prezzi proposti nella rete tradizionale e promozioni.
Diversa la scelta di Gruppo Auchan che, pur avendo inizialmente abbracciato il drive classico con gli ipermercati (attivato per la prima volta a Torino) ha poi optato per Chronodrive: un magazzino ad hoc, con una vita a sè, dedicato solo alla spesa online, al quale si accede inserendo nei totem all’ingresso un codice di accesso. Un format che per il momento si è fermato ad un pilota, a Rozzano (Mi), anche se probabilmente sono prevedibili nuovi sviluppi, visto che la nuova organizzazione di Auchan pone l’eCommerce come una priorità. Va anche detto che non tutte le sperimentazioni sono andate a buon fine: l’esperienza a Torino di Conad, nello store vicino allo stadio, non è andata a buon fine, e anche Auchan, a Torino, ha chiuso il ChronoDrive. In Francia, sempre Auchan, dopo avere creato un Chrono Village, per coinvolgere nella spesa online anche negozi specializzati (panettiere, fiorista, macellaio), a fine 2015, ha chiuso lo spazio che soffriva di cattiva viabilità ed eccesso di traffico, fattori che complicavano l’arrivo dei clienti.

(articolo completo su Gdoweek 2 – 2016 L’articolo completo su Gdoweek n. 2 – 2016)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome