Editoriale: voglia di star bene anche nell’anima

Ai bisogni pragmatici che ci hanno accompagnato fino ad ora ... tempo, praticità, trasparenza, si aggiungono (e NON si sostituiscono) bisogni più emozionali. Non basterà dunque facilitare, spiegare, ma sarà necessario anche nel retail, così come nel largo consumo, farlo con garbo, con attenzione. Stanchi degli scontri brutali, che siano campagne elettorali infuocate o simili, stanchi delle atrocità che imperversano non così lontano da noi, stanchi di anni di recessione e di rinunce, gli italiani hanno bisogno di sicurezze e di sorrisi. Non si aspettano di trovare la pietra filosofale e neppure l’elisir di lunga vita, ma vogliono semplicemente poter ricominciare a volersi bene. Ma, attenzione, non è e non sarà la fiera dei buoni sentimenti: piuttosto un passo avanti nel cammino intrapreso da molti, individualmente e come impresa, di arricchire quei valori di responsabilità, di correttezza, di rispetto e di eticità con la bellezza (e la magia) della serenità. Mi è piaciuto cogliere, proprio a fine 2016, i segnali che questo sta già succedendo ... Conad con #apriteleporte, un hashtag da conservare per tutte le occasioni, Il Viaggiator Goloso che ha stampato la parola felicità su tutte le pareti del nuovo store, Carrefour Urban Life con i suoi divani e il tavolone per mangiare insieme anche se non ci si conosce, perché non è vero che gli amici ormai sono quelli di FB. Gli amici si trovano; basta, appunto, #aprireleporte


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