I trend globali del retail per potenziare la crescita nel 2015

L’esperto Kevin Moore, Presidente della Crossmark Asia Pacific Holdings, ha identificato alcune tendenze chiave che perdurano o si manifestano globalmente all’interno del settore retail.
Il primo trend vede i marchi di proprietà e in gestione del retail continuare a crescere con maggiore rapidità rispetto ai brand nazionali, secondo una tendenza già in atto da quasi una decade nel Regno Unito e in Usa, così come in Australia e in Nuova Zelanda negli ultimi sette anni.
Il secondo trend identifica una crescita derivante preferibilmente dall’acquisizione, anziché dall’apertura di nuovi store o dall’avvio di nuove attività, in un contesto che pone dunque fine ai giorni degli importanti investimenti ad alto rischio nei nuovi grandi format.
Il terzo e il quarto trend evidenziano come la crescita più agile e rapida sembri essere quella dei piccoli-medio retailers, così come quella del settore del convenience retail, considerando dati quali il numero di store “di comodità” e il profitto.
Il quinto trend fa invece riferimento all'ambito commerciale, dove la tendenza del retail sarà quella di diversificare e individualizzare le strategie di marketing, che rimpiazzeranno un business basato quasi esclusivamente sullo sconto e la guerra dei prezzi.
Parallelamente a ciò, il sesto trend vede i grandi retailer in cerca di rendere ogni store e l’interazione con il cliente all’interno dello stesso il più personalizzata possibile, così come già avvenuto all’esterno tramite i social media. I piccoli retailer, dal canto loro, vorranno dotare i loro punti vendita di accesso alle stesse tecnologie dei “big”, a partire dal pagamento mobile.
Infine, come prospettato da Moore con il settimo trend, la linea divisoria tra acquisto online e acquisto in loco si farà sempre più sfumata nella mente del consumatore, che faticherà a ricordare il canale con cui il dato oggetto è venuto in suo possesso. Conseguentemente, i prezzi online non saranno più economici rispetto a quelli “fisici”, bensì uguali.

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