Il futuro di Auchan? Nei giovani e, a sorpresa, anche negli anziani

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Sguardo fermo e concentrato, abbigliamento casual,
tono di voce determinato: in un misto di
italiano e francese, Patrick Espasa, direttore generale
di Auchan (49 pdv con un fatturato medio di 75
mio €), suggerisce la sua visione dell'ipermercato di
domani: “Lo aspetta un futuro importante coerentemente
con il passato. Per questo, abbiamo previsto
un piano aggressivo di sviluppo, a Sud come a Nord,
rispettando tre condizioni: garantire un'offerta ampia
nella logica 'tutto sotto lo stesso tetto', meglio se
all'interno di un centro commerciale con una maggiore
attrattività; tornare a essere il format più conveniente
e, infine, offrire velocità. Con questi presupposti,
il nostro obiettivo del 2009 è recuperare
competitività candidandoci come lo specialista dell'alimentare,
mentre nel non food dobbiamo selezionare
chi vogliamo essere e quali mercati conquistare”.

Che cosa vuole oggi il consumatore di Auchan?
“Auchan
è frequentato da 85 milioni di clienti l'anno,
per lo più famiglie di 3-4 componenti, con adulti
con un'età media di 45 anni. Oggi, la loro priorità
è una migliore amministrazione del budget e sarà
così anche per il prossimo anno: di fatto, decidono
spesso per categoria, scegliendo sia di comprare il
prezzo più basso, sia di concedersi il top di gamma
in quelle categorie dove è fondamentale il ruolo della
passione e del piacere”.


Giovani e anziani: i target di domani

A questa polarizzazione, se ne affianca un'altra, strategica
per la definizione del mestiere futuro dell'ipermercato.
“In prospettiva, ci concentreremo su
giovani ed anziani. Per i primi, Internet sarà uno
strumento fondamentale, cui daremo un ruolo
sempre più grande, in linea con quanto già succede
in Francia, dove Auchan.fr sta crescendo al ritmo
del 30%; tra qualche anno, diventerà un'esigenza
più sentita anche in Italia, dove sono già attivi test
per la vendita di viaggi, assicurazioni e libri”. In
quest'ambito, rientra anche la sperimentazione di
DriveAuchan.it a Torino, che offre la possibilità di
ordinare da casa e ritirare la merce al parcheggio
dell'ipermercato.
Soluzione adatta anche per i clienti più anziani? “Sì,
stando ai risultati, ma per le loro esigenze dovremo
valutare un maggiore equilibrio tra un potere d'acquisto
spesso ridotto e la grande disponibilità di
tempo libero. Tra dieci anni, gli over 65 rappresenteranno
il 25% della popolazione…”
Soluzioni?
“Per ora nessuna, ma stiamo riflettendo: i tempi di
realizzazione dei centri commerciali, dei quali Auchan
è la locomotiva, ci impongono di impostare
oggi superfici in grado di rispondere a bisogni futuri,
ancora non chiari e delineati”.

Marca commerciale

Oggi, i cinquemila prodotti a marchio Auchan
rappresentano un articolo su quattro alle casse, in
questa caso Espasa conferma una politica che si è
già rivelata vincente negli anni scorsi, “la dimostrazione
che il cliente, quando riconosce qualità
e convenienza, dà fiducia ai prodotti, in tutte le
loro segmentazioni, da Il Pollice a Sapori delle Regioni
per il Made in Italy -linea che abbiamo cominciato
ad esportare anche in nove paesi del
Gruppo-, passando per Rik&Rok, Mmm!, la linea
Bio e le filiere controllate fino ai prodotti equosolidali”.
I prodotti a marchio si rafforzeranno anche
nel non food, oltre il marchio In Estenso nel
tessile e Cup's nell'abbigliamento sportivo, per
coinvolgere bazar, fai da te, casalingo ed elettronica
di consumo. “Agiremo con fiducia e coraggio,
senza l'ambizione di diventare uno specializzato
per ogni settore, ma sfruttando il marketing di insegna,
tronco comune, e la nostra capacità di definire
assortimenti locali”.

Voglia di liberalizzazioni

Centrale il servizio, che quest'anno ha portato alla
definitiva attivazione di Self Discount, la Parafarmacia,
le stazioni di carburante e RistAuchan.
“Nel 2009, valuteremo il test su energia e gas in
corso in Lombardia, ma la priorità rimane il completamento
dei processi di liberalizzazione su farmacie
e benzine, settori ancora troppo vincolati”.
Declinando il servizio in chiave di velocità, molta
attenzione sarà dedicata alla barriera casse, non
solo in termini di formazione del personale, ma
anche con il rafforzamento di Cassa Amica Belt
per i carrelli.

La concorrenza

Acuta e intelligente la risposta conclusiva di Espasa
sui conconcorrenti da guardare: “Dobbiamo
avere l'umiltà di copiare dai migliori: penso a Tesco
nell'area del co-marketing, carta fedeltà e dell'ascolto
del cliente; ad Esselunga per le performance
e l'italianità storica, a Finiper per la capacità
di mettere fresco e freschissimo in una piazza
teatrale in cui il prodotto è attore. A Carrefour riconosco
efficienza, organizzazione, disciplina e rigore;
mentre a Coop, con il quale condivido la
vocazione al sociale e alle persone, il fatto di essere
leader, con una dimensione importante e il
grande peso della marca privata”.

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