La nostra forza? Essere radicati nel territorio

“Oggi non ha più senso parlare di format, perchè non esiste più da tempo un unico modello ‘giusto’ di negozio che funziona sempre: il nostro mestiere di retailer richiede soprattutto la capacità di sapersi aggiornare al territorio, nel senso di capire le esigenze di ogni punto di vendita, ognuno inteso come una microzona con proprie particolarità e bisogni che devono essere soddisfatti”. Mauro Carbonetti, Ad di Gruppo Gabrielli, uno di famiglia, come lo definiscono i cugini Barbara, Laura e Luca Gabrielli, la seconda generazione che gestisce l’azienda, racconta i nuovi progetti di Gruppo Gabrielli, protagonisti di questa nuova tappa de #Ilviaggio, il tour di Gdoweek in giro per l’Italia tra le realtà imprenditoriali più rappresentative e in stretto collegamento con il territorio. “Proprio il legame con gli imprenditori locali rappresenta, da tempo, uno dei must delle nostre politiche commerciali, di vendita e di sviluppo, che si muovono lungo quattro direttrici -spiega il manager-. La prima è il focus su freschi e freschissimi, l’asset principale delle nostre insegne, in termini di distintività e specializzazione: rappresentano il cuore dei nostri negozi, qualsiasi sia la loro dimensione, e raggiungono un’incidenza massima del 65%”.

Un approccio che coinvolge tutti i format e le insegne del Gruppo: dal negozio di vicinato all’ipermercato, da Tigre a Oasi, dai punti di vendita diretti alla rete in franchising a insegna i Tigre Amico. Questa filosofia si traduce in assortimenti, con un’incidenza prevalente dei fornitori locali per favorire sia la stagionalità sia giusti prezzi in contesti che soprattutto per alcuni comparti (come l’ortofrutta) hanno nei mercati rionali il proprio riferimento nella mente dei consumatori. Cresce la già forte l’attenzione verso i prodotti preparati instore, con laboratori a vista a garanzia della qualità, oltre che elemento di teatralizzazione e di artigianalità. Questo vale per la carne, la gastronomia e lo spazio pane-pasticceria, uno dei reparti su cui l’insegna sta lavorando con maggiore impegno .

“La seconda direttrice riguarda l’assortimento -continua Carbonetti- privilegiando scelte legate sia alla tradizione locale sia a categorie innovative come superfood, biologico, il free from e gli arricchiti, che aumentano anche il valore del carrello, essendo abbinate a una ricerca diffusa di star bene, espressa dal consumatore. La terza direttrice non può essere rappresentata che dalle nostre linee a marchio -chiarisce Carbonetti-: sia Consilia sia Fatti Buoni, la nostra firma per i prodotti premium collegati al territorio, evidenziati instore con esposizioni preferenziali”. Infine, essenziale la capacità di coinvolgere il personale e di formarlo, in modo che sappia interagire con la clientela e proporre soluzioni e prodotti, a volte anche prima della richiesta.

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