La nuova era dei convenience

Come sta cambiando questa formula che ha trovato nelle città nuove potenzialità di sviluppo. Freschi, assortimenti premium, orari, menù, diventano elementi distintivi, a prescindere da dimensioni e formati



Da negozi situati prevalentemente in autostrada o vicino a stazioni di benzina, a store di città, come testimonia il numero crescente di insegne con la dicitura City e/o Local, che offrono soluzioni di servizio: questo il percorso dei convenience, un formato che le principali insegne italiane e straniere (in anticipo sui tempi) stanno rinnovando per seguire le abitudini dei consumatori, con un occhio di riguardo per millennials e over 65. Per tutti, la comodità si declina con qualità, orari d’apertura molto ampi, l’essere serviti da personale preparato con il quale avere relazioni più dirette e amichevoli sono dei must, in un assortimento che privilegia i freschi, prodotti a marchio, premium e del territorio. Ma non mancano le differenze. C’è chi dilata, in ampiezza e profondità, categorie merceologiche specifiche (come vini e formaggi), considerate strategiche e differenzianti. Altri preferiscono puntare sui piatti pronti in monoporzione per offrire alternative più economiche e veloci. Ci sono le insegne che esaltano l’ambientazione puntando sull’esperienza d’acquisto, sull’arredamento eco friendly e chi scommette su specialità esotiche e referenze di nicchia. Altri ancora preferiscono distinguersi per lo scaffale chiaro nella scala prezzi, in grado di rendere facili e rapide le scelte. Un mondo vasto, che non coinvolge solo i punti di vendita di vicinato e prossimità, ma anche formati più grandi, come superstore e ipermercati, che trovano altre declinazioni. Ecco una ricognizione tra le catene più attive

10_GDOWEEK07_2016_Coverstory_Convenience_internaIn viaggio con gusto
Autostrade, stazioni ferroviarie, metropolitane, aeroporti rimangono location privilegiate per alcune tipologie di convenience. I riferimenti all’estero sono i Leclerc Drive francesi (che svolgono anche la funzione di eCommerce) e i Walmart to go americani, entrambi localizzati nelle aree di rifornimento, in zone periferiche. In Italia, le autostrade rimangono appanaggio di Autogrill, che sta testando il nuovo format Bistrot (già formula vincente a Milano sia Stazione Centrale siapiazza Duomo) nell’area di Fiorenzuola (Pc). Carrefour, tra le molte sperimentazioni, ha aperto da qualche anno un Carrefour Express in una stazione di benzina nell’area urbana, sviluppando la formula anche negli aeroporti di Milano Malpensa e Bologna, anticipando quanto successo di recente in Francia, dove ha aperto un City nel terminal Sud di Paris-Orly con un assortimento di quasi tremila referenze, tra prodotti di marca e private label, offerta fresca e snack, e sezione bio. Nel Belpaese, una preferenza sono le stazioni ferroviarie delle principali città. Aspiag Service ha aperto una dozzina di Despar Express in altrettante stazioni del nordest e a Roma Termini, dove opera anche un Sapori&Dintorni Conad, attivo anche a Milano Centrale e Napoli. L’obiettivo è fornire un servizio per i pendolari, ma anche un palcoscenico internazionale per le eccellenze italiane, dato l’intenso via vai di turisti stranieri. In quest’ottica, ad esempio, nel Sapori&Dintorni della Stazione Centrale di Milano (663 mq) l’assortimento totale (3.500 item) vede una netta prevalenza di prodotti Dop e Igp, con una forte identità locale sottolineata nell’area con le specialità regionali chiamata ‘Il meglio dell’Italia’. Alla ricca offerta dei banchi serviti di gastronomia e panetteria, comunicate in italiano e inglese, si aggiungono anche menu composti da primo o secondo, accompagnati da contorno o dolce e da una bibita o da una bottiglietta d’acqua, il tutto a 6,90 euro. Stessa logica è alla base dei menu colazione, snack e light con prezzi che vanno da 3,50 a 8,90 euro. Un’area in cui è disponibile il wi-fi libero consente di consumare quanto acquistato all’interno del punto di vendita ed è possibile ricevere informazioni sugli eventi culturali in programma nella città e acquistare i biglietti d’ingresso ai musei. Comodità o convenience, che dir si voglia, ad ampio raggio.

L’articolo completo su Gdoweek n. 7 – 2016

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