La ricetta anticrisi del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

Produttori

Secondo l'anteprima dati 2009 IRI Infoscan relativi al canale gdo, il prosecco è oggi lo spumante più venduto in assoluto, con una crescita di fatturato annua superiore al 14%. Vende cinque volte di più del Pinot, supera l'intera tipologia del Classico, e fattura più dell'intero comparto degli Champagne.
Un risultato in gran parte dovuto al corretto rapporto qualità-prezzo, mai tanto importante quanto nei momenti di crisi. Per questo, come avverte il Consorzio di Tutela, i produttori dovranno evitare l'automatismo DOCG uguale maggiore prezzo.
Per mantenere tale equilibrio, il Consorzio assegna un ruolo importante al Distretto, in quanto sistema territoriale capace di definire progetti di lungo termine e strategia condivisa.
“Il primo passo sarà quello di creare un linguaggio comune a tutti i produttori -afferma il presidente Franco Adami-. A questo scopo, dall'inizio del 2010 abbiamo organizzato una serie di incontri con i produttori con i quali andremo a condividere la strategia di comunicazione studiata con Robilant&Associati, per comunicare la nuova identità DOCG”.
Un altro strumento per promuovere la DOCG sarà poi fare conoscere il territorio, e in questo senso il turismo sarà strategico. In quest'ottica si inserisce anche il progetto per il riconoscimento delle colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio Unesco che, proprio qualche giorno fa, ha fatto un nuovo e importante passo avanti con un parere positivo da parte della Regione Veneto  e con l'interessamento ministeriale.



Il distretto in cifre
Secondo l'annuale rapporto del Consorzio di tutela, tra il 2003 e il 2008 la produzione del prosecco è cresciuta di oltre il 40%, grazie ai nuovi impianti, e parallelamente alla crescita il fatturato è passato da un giro di affari di 250 milioni a 370 milioni di euro. L'incremento è confermato dalla crescita dello spumante, tipologia a maggiore valore aggiunto, che ha raggiunto l'86% della produzione totale.
La suddivisione del mercato vede per lo spumante il mercato nazionale al 69,1% e l'export al 30,9%, mentre per il frizzante il mercato nazionale rappresenta il 72,4% e l'estero è al 27,6% con il mercato europeo, che rimane comunque il principale sbocco (76,6%). Nell'ambito dei mercati extra europei, aumenta la quota di spumante con un'incidenza pari al 23,4% dei volumi in bottiglia e risulta significativo l'incremento del Nord America con il 15,8% delle esportazioni totali.
Con riferimento alla condotta delle imprese sul mercato interno dello spumante si evidenzia un aumento del peso delle vendite verso il Nord Ovest (+2,3%), mentre nel Nord Est si riscontra una crescita per il Superiore di Cartizze (+8,3%).
Diminuisce invece, in termini relativi, il ruolo delle vendite della denominazione verso le regioni centro-meridionali del Paese.

Canale gdo in crescita
Dall'analisi dei canali di sbocco in Italia, si rileva la generale crescita della gdo, che si attesta oltre il 3%per gli spumanti e assume un peso rilevante per il frizzante (+13%).
L'horeca si conferma come canale di riferimento del mix delle versioni a Denominazione, con un ruolo prevalente nel caso dello spumante (34,9% delle vendite).
Le vendite al pubblico si rafforzano per tutte le tipologie, con un'interessante crescita per il Superiore di Cartizze (+1,3%), che sfiora il 10% delle vendite sul mercato domestico.

Forte sviluppo nei mercati europei
In termini di volumi esportati, la Germania si conferma mercato driver delle vendite rispetto a tutte le tipologie della denominazione, con il 37,5%. Per lo spumante, va segnalato anche l'aumento significativo delle vendite destinate a Svizzera e Regno Unito, corrispondenti rispettivamente al 18,7% e al 6,2% dei volumi commercializzati sui mercati internazionali. Sulla scia di questi cambiamenti, si assiste alla forte crescita dei mercati extra europei (+9,2%), che vedono l'interessante crescita delle quote esportate verso il mercato nordamericano, che raggiungono il 15,7%. In quest'ambito gli Stati Uniti detengono la maggioranza del market share con il 9,6%.

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