L’era delle consegne con i droni si avvicina

E’ già qualche anno che circola sul web la notizia dell’utilizzo dei droni per la consegna di piccoli pacchi in tempi brevi e a costi ridotti. Secondo un’analisi di Deutsche Bank , citata dal New York Times, l’utilizzo di piccoli velivoli controllati a distanza permetterebbe di ridurre della metà il costo unitario di ciascuna consegna. Amazon è stata la prima ad annunciare un programma Prime Air nel 2013, e continua a sostenerne la fattibilità senza definire precisamente una data di partenza in quanto, come si legge sul sito: “Partiremo quando avremo il supporto necessario in termini di regolamentazione per realizzare in sicurezza la nostra visione”. La consegna coinvolgerebbe piccoli droni per recapitare, in meno di 30 minuti, pacchetti del peso di circa 2,2 kg, non superando i 121 metri di altitudine e i 16 km di distanza.

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A settembre 2016, Dhl ha presentato il proprio Parcelcopter 3.0, un drone creato appositamente per le consegne al cliente finale in partnership con Rheinisch-Westfälischen Technischen Hochschule Aachen (Rwth) e testato in condizioni climatiche difficili nel paesino bavarese di Reit im Winkl. Il drone ha portato a termine positivamente una serie di voli entro un’altitudine di 1.200 metri sul livello del mare per una distanza di 8 km percorsa in 8 minuti, trasportando medicinali o attrezzature sportive. L’aspetto che lo rende molto interessante e sicuro è l’automazione anche in fase di carico e scarico: il velivolo atterra sopra una sorta di gabbiotto nel quale il cliente o utente può depositare un piccolo oggetto, servendosi di un codice numerico; l’oggetto è inserito meccanicamente all’interno di una “pancia” che viene applicata al drone e, successivamente, depositata nel gabbiotto di destinazione, dove un altro utente può recuperare l’oggetto, sempre inserendo un codice.

L'intero articolo su Gdoweek n. 16

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