L’INDUSTRIA ALIMENTARE ITALIANA NEL 2012

Domani 13 marzo

Milano, 12 marzo 2012 - Nel 2011 i consumi alimentari sono calati di oltre il 2% in quantità e il 2012 non promette nulla di buono. Il calo atteso del Pil vicino al 2% e soprattutto la crescente pressione fiscale comporteranno un’ulteriore erosione delle vendite e della redditività, così come è successo nel 2011. È quanto emerge dal Rapporto sull’“Industria alimentare, in edicola domani con Il Sole 24 Ore.



Tutto questo penalizza gli investimenti in ricerca e sviluppo per la produzione di qualità, quella stessa per la quale a livello mondiale si registra un interesse crescente. Nel 2011 l’export del vino ha battuto ogni record storico, superando la soglia dei 4 miliardi, e il prossimo Vinitaly (in programma a Verona dal 25 al 27 marzo) registra già il tutto esaurito in termini di espositori esteri e ospiti internazionali.In particolare, la scelta di far slittare l’evento e di condensarlo a 4giorni anziché 5 “mira a ottimizzarela presenza di trader specializzati in arrivo da tutto il mondo, dando più spazio agli operatori del canale ho.re.ca. e ai sommelier e moltiplicando le occasioni di business“, come spiega il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani. Rassegna internazionale a pieno titolo, Vinitaly produce un indotto di quasi 250 milioni di euro.



E proprio su Vinitaly e sulle terre del vino italiano si concentra il Rapporto “Industria alimentare”del Sole 24 Oredi domani: focus sul Carso e sui vitigni Vitovska, Terrano e Malvasia, dove una bottiglia su tre fra quelle prodotte viene venduta all’estero, con una stima di 600mila bottiglie per un totale di 6 milioni di euro di fatturato. Viene raccontata anche l’eccellenza delle terre del Bordeaux, dove il turismo del vino è in forte crescita, come conferma il Consorzio del Brunello, che ha stimato una crescita del giro d’affari dei vini di Montalcino del 10%, con 10 milioni di bottiglie e ricavi superiori a 111 milioni di euro.



L’interesse crescente per il cibo all’italiana è testimoniato anche da Cibus, il salone dell’alimentazione (terzo in Europa) che si svolgerà in maggio a Parma e che registra un altro “tutto esaurito“.



È l’interesse per il nostro modo di vivere e mangiare che spiega il costante aumento di presenze alle fiere di settore, così come la conoscenza e il consumo degli alimenti italiani di qualità cresce a ritmi vertiginosi in tutto il mondo, compresi i Paesi Bric. Nel 2011 infatti l’export è balzato del 10% a 23 miliardi; basti pensare che il booking effettuato dai buyer overseas per Cibus ha già raggiunto numeriche triple rispetto al 2010.




Per ulteriori informazioni:


Elettra Occhini, Ufficio Stampa Il Sole 24 ORE


tel. 02/3022.4945 – 335/1350144


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