L’industria trova nuova crescita nel copacking

Stimolo all’innovazione e alla continua propositività, occasione per attivare percorsi virtuosi all’interno delle aziende e nelle relazioni con il trade, attività che incide sulle economie di scala dei processi. Ma anche elemento che sottopone le aziende a momenti di criticità, in particolare sotto il profilo degli iter che accompagnano tutto il processo di produzione e quello finanziario. Il rapporto tra azienda di produzione per conto terzi e catena distributiva è sicuramente complesso e ricco di spunti differenti. Ha delle specificità rispetto alla categoria merceologica e alla natura della catena distributiva acquirente e, visto il continuo sviluppo nelle vendite di prodotti mdd sul mercato nazionale, ha assunto via via un ruolo più importante all’interno dell’attività industriale italiana.

Svaniti i tempi nei quali il copacker aveva limiti ben definiti a livello dimensionale con conseguenti ridotte capacità di innovazione e accesso a limitate politiche qualitative e di marketing, oggi molti dei principali produttori branded hanno nelle mdd una crescente voce nel bilancio aziendale. E in una lettura prospettica dello sviluppo delle vendite mdd su tutti i segmenti/fasce prezzo del mercato Lcc, questa attività occuperà un ruolo crescente nel prossimo futuro. Con un continuo innalzamento dell’asticella determinata dall’incremento della complessità di questo rapporto e dei suoi risvolti sul palcoscenico rappresentato dal mercato e dall’atteggiamento dei consumatore finale rispetto a questi prodotti.

“Le insegne più evolute investono risorse per sviluppare una proposta a proprio marchio che copra tutti i principali segmenti di mercato con referenze e linee di prodotto che spaziano dalla proposta base a quella premium con diversi gradi di innovazione -dichiara Luca Cucciniello direttore commerciale Deco-. È stato principalmente il mondo branded ad influenzare quello delle mdd, che di fatto si sta sempre di più plasmando secondo logiche di vera e propria marca e che a tutti gli effetti sta diventando un competitor di rilievo sugli scaffali della gdo.

Produciamo per le principali insegne della grande distribuzione proponendo un servizio completo che non si limita alla produzione mee too, ma si struttura su di una costante assistenza e consulenza lungo tutto il processo, partendo dall’analisi dei trend di mercato fino allo studio e realizzazione di proposte innovative e customizzate. Noi abbiamo il vantaggio di poter sfruttare i nostri marchi come laboratorio per poter sperimentare nuove soluzioni e proposte. La possibilità di integrare esperienze che vengono dalla gestione di marchi propri con il ruolo di copacker a servizio della gdo, unita a strette collaborazioni anche con la grande industria di marca, sono sicuramente tra i punti di forza di Deco”.

“L’affermazione negli ultimi anni -spiega Giuseppe Tammaro, direttore commerciale Italia La Doria- è collegabile ad una svolta del settore, segnata dal passaggio da una produzione “di volume” secondo un approccio tattico, ad una gestione strategica con l’inserimento di tipologie di prodotto innovative e a valore aggiunto, per coprire i nuovi bisogni del consumatore. La marca del distributore è sempre di più un prodotto apprezzato e distintivo per le diverse catene in grado di rispondere con successo alle esigenze dei consumatori in costante mutamento. C’è da attendersi una ulteriore crescita di questi prodotti sia in termini di offerta che di quote di mercato nel prossimo futuro”.

“La sfida continua -aggiunge Valerie Hoff, direttore commerciale de La Linea Verde- per un’azienda come la nostra è trovare un equilibrio tra la produzione branded e quella mdd, per garantire uno sviluppo armonico delle due attività senza possibili sovrapposizioni. Dimmidisì esprime tutto il suo potenziale di innovazione e di ricerca di nuovi trend di consumo, mentre come copacker operiamo su segmenti nel quale i prodotti mdd rappresentano il 60% del totale. Gli investimenti portati avanti negli anni e l’evoluzione tecnologica degli impianti, ci hanno permesso di sviluppare un know how solido, che oggi mettiamo a disposizione del trade. Con il quale portiamo avanti progetti personalizzati, sia in termini di prodotto che di costruzione dell’assortimento”.

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