Manovra economica, la voce preoccupata degli operatori del retail

Retail

Crisi economica, manovra del governo, vendite in calo. Il mondo della distribuzione vive, come il Paese, una fase concitata, e il continuo cambio di scenario normativo, con provvedimenti annunciati e poi smontati nel giro di pochi giorni se non di poche ore non dà certezze. E si susseguono anche le prese di posizione dei principali player del retail.

Federdistribuzione

Federdistribuzione, partendo dai dati Istat sulle vendite al dettaglio di giugno (negativi e si tratta della quinta volta in sei mesi) sostiene che in Italia la debolezza dei consumi sia diventata un problema strutturale al quale bisogna far fronte con urgenza. Secondo il presidente della Federazione Giovanni Cobolli Gigli (nella foto) “i dati più recenti che abbiamo a disposizione dicono che agosto sarà ancora con vendite in calo, soprattutto per quello che riguarda il non food, per il quale segnaliamo un trend negativo rispetto ad agosto 2010 tra il 10 e il 15%. Con questa dinamica dei consumi la crescita diventa un miraggio, e senza crescita tra qualche mese saremo costretti a rivedere i conti e a pensare a nuove misure bisogna quindi puntare con decisione alla crescita e la strada maestra è quella delle liberalizzazioni”.

Confcommercio

Il problema della crescita piatta è centrale anche nell'analisi di Confcommercio, il cui ufficio studi rileva che i consumi in 17 regioni su 20 oggi sono al livello del 2000 in termini reali; si salva solo il Nord Est; la Confederazione ha visto con piacere allontanarsi l'ipotesi di aumento dell'Iva, peraltro osteggiata da tutto il mondo del commercio. Il guaio è che oggi l'aumento, dopo il pasticci sulle pensioni, non è del tutto da escludere. Anzi.

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