Minimalismo e vintage, i segreti dei nuovi concept

 

Fulvio Giraldi, fondatore dello studio internazionale Giraldi Associati Architetti, progettisti di oltre 3.000 spazi, boutique, showroom,  uffici  e  altro  per  brand  famosi  in  tutto il mondo, esplora nuovi linguaggi visivi, cercando forme di espressione sempre più eterogenee.

 

In che modo l’approccio architettonico si coniuga con il mondo del retail?
In uno studio composto da circa 30 elementi tra architetti e designer, talvolta è difficile definire un unico approccio architettonico. I veri comuni denominatori sono l’intuito e la conoscenza. In questo senso, diamo un ordine al progetto, facciamo dialogare il contenitore con il contenuto. Ci lasciamo ispirare dagli input che ci arrivano dall’esterno, li trasformiamo e diamo loro forma, precorrendo o percorrendo le tendenze in atto.

Quali sono i progetti più interessanti realizzati di recente?
Da pochi giorni abbiamo registrato lo studio in Qatar, dove siamo presenti da circa due anni come consulenti. La presenza sul territorio ci ha consentito di acquisire commesse molto interessanti, soprattutto in ambito retail, date le nuove aperture di numerosi mall.
Al momento stiamo lavorando alla realizzazione di concept per tre nuovi marchi di abbigliamento all’interno del Mall of Qatar: tipologie diverse di negozio con target differenti, caratterizzati da grandi metrature e da commistioni progettuali particolari.

Come riesce a trasmettere il Made in Italy nei suoi progetti?
Emerge attraverso il nostro tratto, con cui siamo in grado di fondere innovazione e tradizione. Inoltre, attraverso la nostra attività di internazionalizzazione (siamo presenti anche a Berlino e Los Angeles, oltre a Doha e Firenze) abbiamo saputo unire giovani menti di Paesi diversi, con obiettivi comuni, realizzando collaborazioni con realtà locali e innescando un meccanismo capace di sviluppare opportunità, lasciando il segno grazie a creatività e qualità.

Come i negozi food dialogheranno con spazi con funzioni diverse, moda e cultura per esempio?
Oggi il mondo del retail si caratterizza per la commistione di tipologie diverse di prodotto. Quando progettammo a Firenze l’Universo Sanchez, uno spazio polifunzionale che conteneva al suo interno un bar, un ristorante, una spa, una libreria e un negozio di abbigliamento, infondemmo allo schema un filo conduttore e un unico stile. Ancora oggi, la chiave dell’evoluzione è far dialogare, con armonia, prodotti diversi sotto lo stesso tetto. Anzi, ai fini commerciali, la scelta vincente è proprio la diversificazione. Combinando estetica e funzionalità attraverso scelte intelligenti.

Quali sono, secondo Lei, i principali trend in atto nel mondo dell’architettura per il retail?
I brand internazionali rivolgono sempre maggiore attenzione al commercio online: pertanto creare concept per negozi diventa più difficile, ma, al contempo, anche più stimolante. Per questo, nei nostri ultimi progetti, abbiamo cercato di ricreare ambientazioni capaci di far vivere al cliente atmosfere familiari, in cui potesse sentirsi completamente a proprio agio, seguendo le tendenze del momento. In concreto, vuol dire applicare un approccio prettamente minimal in termini di arredo, dove gli unici veri protagonisti risultano i prodotti, messi in evidenza con un’illuminazione scenografica e l’utilizzo della migliore tecnologia. Oppure puntare su un altro trend molto seguito: il vintage industriale, in grado di ristabilire un ponte con il passato e con le tradizioni, alle quali oggi il cliente si sente ancora legato.

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