Nielsen-Confimprese: calo dei consumi, il Nord si allinea al Mezzogiorno

Consumi

"Italiani sempre più cauti negli acquisti" commenta Mario Resca, presidente di Confimprese. Cala, infatti, la fiducia degli italiani. Nel 4° trimestre 2012 si colloca sui 39 punti contro gli 87 della Germania, i 79 della Gran Bretagna, i 46 della Spagna. Secondo il Nielsen Consumer Confidence Index relativo al 4° trimestre 2012, rilevato da Nielsen per Confimprese Lab, l'Italia evidenzia l'indice di fiducia più basso in Europa e uno dei più bassi fra i 55 Paesi analizzati nel mondo.

Acquisti rimandati
Dal confronto tra 2012 e 2011 emergono dati preoccupanti: il 28% degli italiani ha paura di perdere il posto di lavoro (+4% rispetto al 2011), l'85% considera lo stato delle proprie finanze “non buono” o “pessimo” (+4%), e per il 92% quello attuale non è il momento adatto per fare acquisti (+7%).

Abbondonato l'impulso
"Le ultime rilevazioni Nielsen per Confimprese -spiega Resca, presidente Confimprese- confermano il clima d'incertezza dovuto, oltre che alla crisi e alla mancanza di denaro circolante, anche allo stallo della fase politica. Gli italiani hanno abbandonato gli acquisti d'impulso, rinunciano a qualsiasi bene superfluo e per il carrello della spesa, alimentare e non, scelgono beni di prima necessità, tanto che la metà delle famiglie rispetta in modo rigido i piani di spesa".

Shopping tagliato in quasi tutti i comparti
Il 67% degli italiani ha ridotto i nuovi acquisti nell'abbigliamento (+ 4 punti vs 2011), il 62% ha risparmiato sulle spese per intrattenimento e pasti fuori casa (+ 5 punti), il 57% è passato a prodotti più economici nel largo consumo (+3 punti). Per quanto riguarda il 2013, premesso che una famiglia su quattro non riesce a risparmiare, il 54% acquista solo l'essenziale nel largo consumo, il 52% cerca prodotti in promozione o scontati, il 30% compra meno in assoluto. Su quest'ultima voce il trend sul 2012 è in crescita di 3 punti percentuali.

Spending review delle famiglie
Nel 2012 il risparmio incrementale rispetto al 2011 è ammontato a 1,2 miliardi di euro: di questi, 733 milioni provengono dalla razionalizzazione della spesa sui prodotti più cari e 155 milioni dallo spostamento sui discount.

In calo le quantità acquistate a gennaio 2013: -1,8% a valore e -2,4% in volume sullo stesso periodo del 2012 a prezzi costanti.
A livello territoriale e a rete costante, se negli ultimi due trimestri 2012 a soffrire erano maggiormente le aree 3 e 4, nei primi due mesi del 2013 i trend per area geografica si sono allineati. A livello complessivo, si registra un decremento a valore del 3,1%: i risultati del centro-nord sono ad oggi equivalenti a quelli del centro-sud.

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