OVS si quota per rafforzare lo sviluppo del gruppo

Beraldo
Stefano Beraldo - Ad di Gruppo OVS

“In una fase del mercato che definire in crisi è un eufemismo, andiamo in Borsa sicuri della qualità del nostro gruppo e del posizionamento vincente della nostra offerta”. Stefano Beraldo, numero uno di Gruppo OVS, è realista e ottimista insieme e sgombra il campo da equivoci e interpretazioni svianti, come quella secondo la quale “la nostra quotazione sarebbe finalizzata a pagare l’indebitamento: assolutamente no. Tutti i mezzi raccolti dalla quotazione – precisa Beraldo – andranno a rafforzare la struttura patrimoniale del gruppo”.

Nel dettaglio l’operazione è questa: Gruppo OVS si quota in Borsa attraverso un’Offerta Globale di (massime) 101 milioni di azioni delle quali 87 milioni rivenienti dall’aumento di capitale in Ops (Offerta pubblica di sottoscrizione) deliberato lo scorso 23 luglio, e 14 milioni poste in vendita da Gruppo Coin spa (Opv). Destinate ai risparmiatori italiani circa 10 milioni di azioni. Il resto (90%) va al collocamento istituzionale.

La stima del ricavato complessivo derivante dall’Offerta Globale comprensivo del ricavato derivante dall’aumento di capitale, riferiti al prezzo massimo, è pari a oltre 530 milioni di euro, di cui circa 323 milioni sono di pertinenza di OVS. Il range di prezzo per azione va da 4,00 a 5,40 euro.

Nell’anno chiuso al 31 gennaio 2014 Gruppo OVS ha registrato vendite consolidate pari a 1.136 milioni di euro con Ebitda di 132 milioni. L’attuale gruppo OVS è stato costituito nel luglio 2014 attraverso lo scorporo delle attività di OVS e Upim da Gruppo Coin, iniziativa funzionale alla quotazione in Borsa della nuova società. Nei primi 9 mesi 2014 (esercizio chiuso il 31 ottobre) i ricavi sono aumentati del 7,4% raggiungendo gli 877 milioni di euro. Il progresso è significativo anche a parità di perimetro (+5,2%).

Gruppo OVS ha oltre 1.000 negozi: 896 in Italia (dei quali 641 a insegna OVS) ai quali si aggiungono i 133 punti di vendita all’estero. OVS è il primo retailer italiano con una quota di mercato del 5,17%: il doppio rispetto a quella di Inditex-Zara e 3 volte superiore a H&M. In cima alla strategia di sviluppo del gruppo spicca l’obiettivo di consolidare l’espansione sul territorio nazionale.

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