Parmalat e Granarolo, cambia lo scenario del latte

Produzione

Cambia lo scenario nel mercato italiano del latte. Due le operazioni di rilievo compiute negli ultimi mesi. La più recente è la definizione del passaggio di proprietà di Lat-Bri  di Usmate (MB) a Granarolo. Al momento il passaggio si presenta formalmente come affitto di ramo d'azienda.

Sinergie
Conclusa questa fase Granarolo rileverà la posizione debitoria delll'azienda lombarda acquisendo
tutte le attività relative alla produzione e commercializzazione dei prodotti caseari freschi. Lat Bri e consente al Gruppo di aumentare la propria presenza nel settore dei formaggi freschi e la gamma di prodotti offerti al mercato. Il costo dovrebbe aggirarsi attorno ai 60 milioni di euro.
Si prevede che la gestione delle attività che fanno capo a Lat Bri da parte di Granarolo possa generare un fatturato di circa 150 milioni di Euro all'anno portando al raddoppio il fatturato del segmento formaggi di Granarolo che supererà così i 300 milioni di Euro (erano 160 milioni  nel 2010). Con conti che miglioreranno grazie alle sinergie attese quando l'integrazione sarà ultmata.
L'acquisizione porterà in dote una significativa quota di export (pari a 40 milioni di Euro circa) che consentirà a Granarolo un rafforzamento della propria presenza all'estero, grazie della forte presenza di Lat Bri in gdo e dell'integrazione con nuove linee di prodotto che amplieranno l'offerta del Gruppo fuori confine.

Lactalis
La seconda operazione cui ci riferiamo è l'Opa con cui Lactalis ha acquisto il controllo di Parmalat. I francesi hanno condotto un acquisto molto oneroso, pagando le azioni a 2,6 euro l'una. Attualmente il titolo vale il 38% in meno. A questo punto l'ipotesi più probabile è quella di un delisting (riacquisto di tutto il flottante e ritiro dalla Borsa) che avrebbe anche l'effetto di alleggerire Lactalis dagli obblighi di comunicazione dei bilanci che a quanto pare l'azienda francese non gradisce. A qeusti prezzi chi non ha aderito all'Opa può solo mangiarsi le mani. Ma anche senza il delisting il controllo sulla società di Collecchio è assoluto e le sinergie internazionali non mancheranno di evidenziarsi.

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