Prosciutto cotto, buona immagne e mercato in tenuta

L'operazione compiuta dai produttori di prosciutto cotto di valorizzare l'offerta, anche grazie a una corretta educazone del consumatore è decisamente riuscita. Nonostante questo il mercato dei prodotti in busta risulta in lieve diminuzione. In particolare, dai dati Iri che corredano queste pagine si evince che i prezzi sono in deflazione; leggera, d'accordo, perché si tratta solo dello 0,6%, ma è già una notizia se si tiene conto che il periodo di riferimento (i dati sono ad anno terminante gennaio 2009) è quello dell'escalation dei prezzi alimentari.
il ruolo delle Pl.
Per una corretta interpretazione dei numeri bisogna però aggiungere due altri elementi decisivi. Il primo è che i formati di maggiore dimensione sono in decisa diminuzione, mentre crescono le monoporzioni; le confezioni di peso oltre 150 g hanno, infatti, perso il 22% a volume e il 47% a valore, ed ormai di fatto costituiscono un segmento di mercato terreno di caccia delle Pl. Il prezzo a kg del prosciutto in busta è fortemente condizionato proprio dalla grammatura della confezione: dall'analisi dei dati Iri si rileva, infatti, che si passa dai 24,12 euro/Kg delle confezioni snack fino a 60 g a 9,62 euro/kg nelle buste da oltre 150 g. Che il cotto take-away sia una soluzione soprattutto per i single lo fa pensare anche il ruolo “sottotono” svolto dagli ipermkt, che raccolgono solo il 15,3% delle vendite a valore e un punto in più a volume. Il secondo elemento di interesse è costituito dalla crescita delle Pl, che ormai rappresentano un quarto del mercato e hanno guadagnato nel periodo di riferimento due punti di share.
il nord-est punta sul servizio
Sono dati che trovano una conferma anche nella rilevazione sul campo di Gdoweek, a partire dalla scala prezzi (marca leader=100), che va da 117 euro per le confezioni premium di piccolo formato a 35,8 euro per i primi prezzi.

Nord Est penalizzato

Un dato che balza agli occhi è la scarsa presenza di referenze nei due ipermkt del Nord-Est visitati; un'evidenza empirica che però trova un puntuale riscontro nei dati Iri, che all'area 2 assegnano un peso alquanto limitato (16,4% a valore, 16,6% a volume). è un fenomeno che riguarda l'area in generale, come conferma un importante retailer dell'area: “Perché solo negli ultimi anni si è deciso di puntare su questa forma di vendita. Le insegne preferiscono ancora il banco assistito perché consente di intrattenere una relazione con il cliente e di fidelizzarlo. Di fronte però ai vantaggi in termini di costo, si sta implementando il libero servizio all'interno dei pdv e i tassi di crescita annui sono molto importanti. Ci vorrà ancora tempo per raggiungere una penetrazione paragonabile a quella del Nord-Ovest”.


La rilevazione
La nostra analisi ha anche messo in rilievo uno scaffale molto parcellizzato per marca, una rappresentazione fedele del settore: degli otto pdv visitati solo due, l'Esselunga di Milano e Il Carrefour di Catania presentano un display differenziato per prodotto, mentre gli altri differenziano per marca. Infine, dei quattro pdv che presentano un'offerta completa sotto il profilo della scala prezzi il più economico è il Carrefour di Catania, con prezzo rapportato ai 100 g di 2,08 euro a busta.; il più caro l'Esselunga di Milano, con 2,54 euro.

I dati fondamentali

genn 2009 Var % annua
Valori (euro) 205.206.643 8,2%
Volumi (Kg)   10.388.239 8,9%
Prezzo medio 19,75 -0,6%

Dati IRI at genn 2009

per saperne di più leggi il pdf...

Allegati

Prosciutto cotto, buona immagne e mercato in tenuta
Mercato | Gdoweek 477 | 13 aprile 2009 | di Gino Pagliuca |

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