Sacchetti biodegradabili: le iniziative dei retailer

sacchetti biodegradabili

Mentre non si placa la polemica, alimentata a colpi di tweet e post sui social network, spesso non privi di ironia, sulla normativa dei sacchetti biodegradabili per l'ortofrutta, i retailer trovano soluzioni alternative a sostegno dei consumatori e dell’ambiente. È il caso di Carrefour che in Sicilia propone tre sacchetti ultraleggeri da due centesimi in cambio di un’arancia siciliana.

La campagna promozionale coinvolge 41 punti di vendita dell’insegna nell’isola nei quali si “mette in palio” un’arancia Rosaria prodotta nella Piana di Catania, a chi acquista tre prodotti, utilizzando dunque tre sacchetti, al banco di ortofrutta. Angelo Agliata, direttore generale Gruppo Cds che controlla Carrefour Sicilia, spiega: “Vogliamo dimostrare ai consumatori, nell’ottica di un rapporto di collaborazione tra impresa e comunità, che le sfide si affrontano insieme e che il valore dei sacchetti bio viene riscattato da un gesto che esalta i nostri sapori, i nostri profumi e la nostra passione”.

 

In questo contesto anche Dimar di Roreto di Cherasco si organizza proponendo nei negozi di proprietà a marchio Big Store e Mercatò un sacchetto, già sperimentato a dicembre nello store di Bra, di carta con una striscia trasparente in cui posizionare, pesare ed etichettare frutta e verdura. Sulla confezione vengono riportate le specifiche. La carta è realizzata con cellulosa proveniente da alberi soggetti a progetti di riforestazione, la finestra è in pla, materiale vegetale derivato dall’amido di mais e biodegradabile. “Il nostro – spiega in una nota l’azienda – è un sacchetto totalmente green più ecologico possibile e che esula da quanto previsto dalla normativa. Non vogliamo infatti dare un ulteriore aggravio alla spesa dei consumatori e abbiamo scelto di sostenere il costo dei sacchetti. Si tratta di un progetto sviluppato ad hoc con un fornitore locale”.

 

Coop ha annunciato invece che sta pensando a soluzioni alternative per affrontare la questione dei sacchetti biodegradabili a pagamento che da inizio anno sono obbligatori nei supermercati per l’acquisto di frutta e verdura.

 

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