Startup italiane, percorso accidentato

Le buone idee non mancano agli imprenditori del Bel Paese, e infatti le startup italiane censite dal ministero dello Sviluppo Economico a giugno 2017 sono 7.394, di cui 1.694 attive nella sola Lombardia, e 1.160 nella città di Milano. L'entusiasmo frena se però facciamo un confronto con l'Europa...



Difficoltà per le startup italiane

Le startup nostrane descritte dal rapporto del ministero dello Sviluppo Economico sono in aumento, grazie alla nuova modalità di costituzione digitale e gratuita, mostrano anche una crescita nel numero degli addetti, +44%, anche se gran parte della forza lavoro è rappresentata dai soci delle startup stesse.

Le note dolenti riguardano i capitali investiti, se venture capital e business angel italiani hanno investito in tutto 130 milioni di euro (fonte: Venture Capital Monitor, 2015), in Europa le cifre toccano i 3 miliardi di dollari, se poi ci spostiamo in Usa l'ordine di grandezza si sposta nelle decine di miliardi di dollari, esattamente 30.

Inoltre, in Italia (fonte: Word Bank) gli startupper sono costretti a investire il 13,4% del proprio reddito per aprire una nuova attività, mentre in Germania basta l'1,9%, in Usa l'1,1%, e in UK si può fare startup anche senza avere un penny in banca.

Non mancano anche in Italia investitori e acceleratori, inoltre il mondo del retail e del largo consumo può costituire un target interessante per i nuovi imprenditori: soprattutto se dalla buona idea sono capaci di sviluppare una soluzione efficace e mirata (dati App&Map)

Sostegno alle startup italiane

Nel numero di Gdoweek in uscita il prossimo 14 febbraio parleremo di startup per il retail, per capire come si muovono le insegne italiane e straniere che operano in Italia per fare innovazione attraverso le startup. Con uno sguardo anche alle startup più interessanti segnalate a Gdoweek dagli acceleratori.

 

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