Tasse e inflazione: un mix micidiale secondo Coop

Retail

La notizia non è di quelle che possano stupire: alla Coop la manovra in via di approvazione alla Camera non piace. Certo non è gradito  il cambio del trattamento fiscale per le cooperative, sulle cui conseguenze economiche non c’è ancora un calcolo preciso, ma che porterà, ad avviso del retailer molto meno rispetto ai milioni di euro sbandierati dall’Esecutivo. Ma il nostro maggiore retailer condanna  soprattutto  la mancanza di provvedimenti per lo sviluppo, sostituiti da operazioni destinate ad avere un effetto recessivo.

Iva al 21%
La più emblematica è l’aumento dell’Iva, : presentando il rapporto Coop 2011 il presidente Vincenzo Tassinari (nella foto) ha dichiarato: “il rigore nei conti pubblici è d’obbligo, ma manovre che rischiano di essere depressive avranno come risultato una consistente riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, che negli ultimi dieci anni è già calato del 7%, e quindi genereranno ancora una ulteriore contrazione dei consumi".  Ogni punto di Iva in più pesa 7 miliardi sui consumi annuali e perdipiù va a toccare settori già in netta crisi: l’abbigliamento nel primo semestre 2011 fa segnare un -8%, il bazar sfiora il -6%, il multimediale sfiora il -15%”.

Il quadro economico

Vendite e redditività arretrano, in particolare il calo dei consumi alimentari ha penalizzato i fatturati della gdo e di Coop che, a parità di rete, restano negative (-1%) da tre anni. E ad aggravare la situazione vi è la continua crescita dell’inflazione alimentare, creata dall’aumento delle materie prime e dall’incremento dei listini che nell’anno in corso arriverà al 4,5% e che, sulla base degli aumenti di listino richiesti dall’industria, nel 2012 potrebbe essere del 4,6%. Se questo aumento fosse riversato interamente alla vendita l’inflazione peserebbe per altri 300 euro sulla spesa alimentare di una famiglia italiana media.

Lo sviluppo

Nonostante un quadro così fosco Coop intende continuare nella sua politica di sviluppo: sono pianificati investimenti per 500 milioni di euro nel prossimo triennio per 55 tra medie, e grandi superfici, con un occhio di attenzione al Sud, dove non c'è nessuna intenzione di mollare la presa.
Per continuare a crescere Coop intende puntare su due strade: cambiare la politica delle promozioni, abbassando la pressione, stipulare accordi di filiera agroalimentare per accorciare la catena e dare nel contempo più sicurezza e prezzi più bassi.

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