Bonding Fashion, uno spazio personale per gli acquisti

    • Università: Esade Business School
    • Docenti:

      Lluis Martinez Ribes

    • Studenti:

      Andrea Gerritsen, Laura Gorina, Ye Qu, Claudia Sanchez & Alexandre Sahonet

    L’idea di base è valorizzare l’esperienza di acquisto uscendo dai tradizionali schemi. È il presupposto da cui nasce Bonding Fashion, un progetto che focalizza l’attenzione sul fatto che lo shopping nel mondo fashion sia un’attività che il target femminile gradisce vivere in compagnia e in modo divertente. Tutto questo si scontra con il processo di acquisto tradizionale che prevede almeno tre fasi tutte caratterizzate in qualche frangente da elementi di disagio. Nel momento in cui una giovane acquirente decide di fare shopping di abbigliamento, raduna la compagnia delle amiche. Qui emerge il primo momento di disagio nel momento in cui deve decide in quale store recarsi. Nella fase di acquisto la ricerca del capo di abbigliamento, la ricerca dell’addetto di vendita e della sua attenzione, il dover utilizzare un camerino stretto che permette di provare pochi capi e che non permette di entrarvi in più amiche, rende queste fasi meno divertenti di quanto potrebbero essere. Infine, nella fase di post-acquisto, quando diventa possibile provare nel proprio ambiente quanto acquistato con comodità, è possibile che si cambi idea e che si voglia cambiare l’abito. Ecco un altro momento di disagio. Bonding Fashion cambia la prospettiva dell’acquisto mettendo a disposizione degli spazi privati, agevoli, divertenti e di grande vivibilità all’interno del punto di vendita. Come cambiano le fasi di acquisto in questa prospettiva? La fase di pre acquisto avviene via App. Qui l’acquirente naviga e seleziona tutti i capi che gradisce. La fase di acquisto avviene in uno spazio privato dedicato a un gruppo di persone dove l’esperienza è quella di un meeting divertente. Tutto il post acquisto avviene via app.
    Il target di Bonding Fashion è costituito da giovani donne, prevalentemente studentesse, che conducono una vita piena di impegni, che si divertono a fare shopping e che amano spendere e fare acquisti con amici. Si tratta di un profilo di persona molto attiva, che adotta facilmente nuove modalità e tecnologie e che si dimostra molto attiva nei social media. I partner del progetto sono svariati e comprendono i soggetti che possono fornire food & beverage come ristorazione/bar, vinerie, sushi take away e player della ristorazione innovativi. Nell’impianto complessivo di Bonding Fashion vivono anche dei soggetti con funzioni di innesco quali gli influencer che fanno da traino. La parte di processo che permetta il funzionamento di Bonding Fashion è costituita da diversi soggetti e funzioni. Alla base vi sono i designer degli spazi per gli eventi privati che organizzano lo store, istallano la cartellonistica e tutti gli accessori di ambiente quali mobili e specchi. Poi vi è chi crea la parte software necessaria per l’app e per tutte le funzioni associate e infine le terzi parti che realizzano la consegna di food & drink perallietare il momento dello shopping.
    Il lancio di Bonding Fashion prevede una strategia di comunicazione online che oltre agli influencer presenti sui social media, rende disponibili pagine web con i capi di abbigliamento e campagne di email marketing. I costi previsti sono incentrati sul setup dell’attività in termini di personale per la riorganizzazione degli store negli spazi di vendita privati, il design dei camerini prova e gli allestimenti per un totale di 22.180 euro. Le previsioni di vendita prevedono, a fronte di un’apertura dalle 10 alle 22, una capacità di vendita di oltre 200 capi al giorno. A questi numeri corrisponde un fatturato di vendita di 16.589 euro al mese per costi fissi ammontanti a 12.168 euro. Il margine netto che ne deriva ammonta a 4.421 euro per un periodo di payback pari a 5 mesi.

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