SpeedyLife, per chi deve fare la spesa di fretta

    • Università: Luigi Bocconi (Milano)
    • Docenti:

      Sandro Castaldo

    • Studenti:

      Tiziano Pirovano, Veronica Gaia Tremolada, Filippo Fuser, Alberto Pozzi, Laura Lobozzo, Francesca Berardino

    SpeedyLife si propone come il primo supermercato a Milano sviluppato per soddisfare le esigenze di chi deve sostenere i ritmi sempre più frenetici della vita in città. Lo store è localizzato in viale Bligny, zona strategica frequentata da molti studenti universitari con un reddito medio e da lavoratori propensi al consumo di pasti pronti e a una spesa veloce. È aperto dalle ore 8 alle 22. La value proposition si basa su due fattori fondamentali: la praticità, che è legata al concetto di time-saving sia nel momento di fare la spesa sia in quello dei pasti, e la qualità, legata alla selezione dei prodotti e degli ingredienti. È offerta un’ampia gamma di prodotti, organizzati per ottimizzare i tempi nella ricerca degli alimenti all’interno del supermercato a cui si aggiunge un’area dedicata alla vendita e al consumo di pasti pronti. La disposizione degli scaffali è tale per cui il visitatore si ritrova a compiere un percorso nel negozio rapido, ma allo stesso tempo esperienziale, partendo dalla zona dedicata alla colazione, passando poi ai pasti principali e infine alla zona dedicata all’aperitivo. Queste zone sono suddivise da barriere in vetro dal design moderno che consentono di suddividere il supermercato in diverse aree in cui saranno ricreate atmosfere (luci, musica, profumi) in linea con i prodotti venduti. Al centro del punto di vendita è presente l’area dei ready meals: un ambiente circolare provvisto di piatti pronti suddivisi per tipologia. I piatti sono cucinati da uno chef nella cucina vetrata dello store e alcuni di essi vengono preparati con ingredienti di marca che le aziende produttrici concedono al supermercato. Così è possibile rassicurare il cliente sulla qualità del prodotto e far leva sulla visibilità che il supermercato concede alle marche.

    Il locale ha una superficie di 900 mq ed è sviluppato su due piani. Il primo, con una superficie di 600 mq, prevede retail area, ready meals area, kitchen area, storage area e cashier area. Il secondo, invece, ha una superficie di 300 mq ed è costituito dalla break area: uno spazio accessibile gratuitamente per i primi 30 minuti ai clienti SpeedyLife grazie all’acquisto di un pasto pronto o di una spesa minima di 5 euro. Dopo la prima mezz’ora gratuita, il servizio è a pagamento al costo di 1 euro ogni ora e il cliente paga a una cassa automatica che conta il tempo di permanenza grazie allo scontrino-ticket utilizzato all’ingresso.

    Per l’inaugurazione è previsto uno show-cooking. La promozione offline prevede la distribuzione, negli spazi di entrata e di uscita dell’università adiacente al supermercato, di gadget e di uno sconto del 10%, applicabile sulla prima spesa. Inoltre, le tre fermate della metropolitana più vicine saranno tappezzate per il primo mese con degli stickers raffiguranti gli scaffali del supermercato. In questo modo le colonne del sotterraneo, ricoperte di adesivi, si trasformeranno in coloratissimi scaffali, creando una linea continua con il market. La promozione online, invece, prevede la creazione di una pagina Instagram e una Facebook che consentano di comunicare con il target di riferimento e promuovere le ricette del giorno dei ready meals. Ogni cliente potrà scaricare l’app “SpeedyApp” che fornisce informazioni utili come orari, giorni di apertura, reparti, servizi e offerte al lui riservate. Tramite l’app il cliente può ordinare la spesa, ritirabile nel pdv, farsela recapitare a casa o usufruire del servizio di delivery food per ricevere i piatti pronti dello chef.

    L’approccio finanziario

    Il progetto SpeedyLife prevede un investimento iniziale di circa 550.000 euro, comprendente affitti, salari e attrezzature, oltre ai costi variabili dei prodotti acquistati dai fornitori. Risultano fondamentali gli sforzi di marketing che rappresentano circa 200.000 euro, ma utili perché il supermercato sia conosciuto dai potenziali acquirenti. I ricavi sono stati calcolati come la spesa media settimanale (28 euro) per il numero di individui che rientrano nel target, cioè il 5% degli abitanti della zona. A questi si sommano il 10% degli studenti che non pranzano a casa e che pagano 7 euro per un piatto pronto.

    L’analisi stima una perdita nei primi due anni e un Ros molto negativo (-38%), ma il terzo anno vede il bilancio a pareggio e il quinto anno un risultato di 246.683 euro e un Ros del 5,5%.

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