Todis, una metamorfosi innovativa

Nata nel 1995 (allora l’insegna era Topdì) all’interno del mondo Conad di Pac2000A, oggi Todis si sta evolvendo verso un concetto di discount sempre più soft, sviluppando in anni più recenti anche accordi con altre cooperative del mondo Conad: con Conad Adriaticoe Conad Sicilia, sono state create società partecipate, rispettivamente Addis e Sodisi, mentre con Conad Centro Nord si è utilizzata la leva del franchising. Todis ad oggi è presente in 11 regioni e conta 214 punti di vendita; è tra le prime 8 insegne discount in Italia (Nielsen like for like), con una quota di mercato che la collocano tra i primi due posti a Roma e nel Lazio. Circa tre anni fa è cominciato un processo di rinnovamento partito da una nuova concezione di store, segnato anche da un cambio dirigenziale, con l’arrivo di Massimiliano Rossi alla direzione commerciale e marketing nel 2013 e la nomina alla direzione generale nel 2016 di Massimo Lucentini, (già direttore Sviluppo e Tecnico), mentre è da pochissimo attiva anche la nuova squadra della Direzione Rete Vendite.
Cosa è cambiato e come vi presentate oggi?
Lucentini:  Da  un  posizionamento  tipico  da  hard discount, con libero servizio e un limitato numero di referenze, nel corso degli anni abbiamo inserito i freschissimi e i servizi tipici del supermercato (gastronomia, macelleria e pescheria, a vendita assistita, e ortofrutta sfusa all’ingresso). Mentre il nuovo management ha cambiato la politica commerciale per farci identificare più come insegna.
Rossi: Accanto alla revisione del format, abbiamo rivisto profondamente la strategia commerciale, a livello di assortimenti, posizionamento, pricing continuativo e promozionale, nonché l’immagine complessiva dell’insegna e del punto di vendita, per trasmettere al consumatore un’atmosfera più calda, colorata e accogliente. Senza dimenticare la convenienza.
Com’è composto l’assortimento?
Rossi: Il nostro assortimento è paragonabile a quello del leader di canale con 3.700 referenze proposte. Mentre nei freschi c’è una discreta presenza della marca, per il largo consumo confezionato (Lcc) abbiamo solo prodotti di marca privata: circa 30 per l’intero assortimento, ai quali si aggiungono una ventina di referenze di marca industriale in mercati molto concentrati con leader forte, che gestiamo con logica di servizio e Edlp. Per gli altri item, prevediamo promozioni hi-low decise centralmente. Nello stesso tempo, abbiamo razionalizzato l’assortimento grocery, presidiando meglio con i nostri marchi sia nuove categorie (come il biologico) sia quelle già esistenti dove eravamo carenti: abbiamo lanciato nostri brand nel senza glutine (Solosano) e nell’alto di gamma (L’Arte delle Specialità); nel non food, di recente abbiamo inserito la vendita su prenotazione con il click&collect su prodotti ad alta battuta.
Lucentini: La superficie dei nostri punti di vendita spazia da 200 a 1.200 mq. Si suddividono in 3 cluster in funzione della location: sottocasa da 450 mq; prossimità di 600/700 mq; e attrazione, intorno ai 1.200 mq, con preferenza per i centri urbani.
Uno dei vostri tratti distintivi è l’utilizzo del franchising . Quanto rappresenta per Iges?
Lucentini: È la nostra mission, il nostro unico e prioritario canale di sviluppo: offriamo all’imprenditore un servizio completo, dal supporto nella scelta della location alla definizione del layout e dell’assortimento, assistendo in tutti i passaggi. Per noi ogni punto di vendita necessita di una progettazione sartoriale.
Quante le nuove aperture previste nel 2017?
Lucentini: Ne abbiamo in programma una decina, come l’anno scorso. Per favorire l’ingresso di nuovi imprenditori, se necessario interveniamo direttamente all’investimento per mezzo di società partecipate da Iges, anche se l’obiettivo è cedere l’attività al nuovo imprenditore.  Oltre alle nuove aperture, svolgiamo un intenso lavoro di ristrutturazione: negli ultimi 3 anni, abbiamo coinvolto, in media, ogni anno 30-35 punti di vendita.


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