Veneto tra terra e cielo

Gourmet

Certo Venezia con la sua laguna, annoverata dall'Unesco tra i patrimoni dell'umanità, è la sua vetrina di rinomanza internazionale, ma tutto il Veneto brilla per ricchezza e varietà di offerta, sia dal punto di vista paesaggistico/naturalistico sia da quello artistico/architettonico, senza trascurare le pause ristoratrici assicurate dai 110 km di spiagge adriatiche, dalle sponde del lago di Garda, nonché dal termalismo del bacino Euganeo. Non a caso, con quasi 61 milioni di presenze l'anno, delle quali il 60% straniere, pari a circa un sesto di tutti i pernottamenti registrati nel bel Paese, per un giro d'affari complessivo valutabile in oltre 12 miliardi di euro, il Veneto si attesta come la prima regione turistica d'Italia.


Un logo unico

Come non bastasse, tale offerta viene completata da un ricco e articolato paniere di specialità enogastronomiche certificate contenente una trentina di vini DOC e DOCG -tra cui i rinomati Prosecco, Amarone e Soave- oltre ad un terzo della produzione italiana di vini IGT, una ventina di prodotti agroalimentari DOP e IGT (e altri 10 in lista d'attesa) e oltre 370 prodotti agroalimentari tradizionali iscritti all'albo regionale.
Di qui l'idea della Regione Veneto di promuovere un'unica immagine del Veneto che permetta ai consumatori di individuare a colpo d'occhio sia l'offerta turistica sia quella dell'agroalimentare di qualità.

L'immagine su cui l'amministrazione ha puntato è quella del simbolo nato per il turismo veneto un paio d'anni fa -che vede il Leone di San Marco della Regione affiancato dalla stella a sette punte con accanto lo slogan dell'emozione “Veneto: tra la terra e il cielo”- la cui possibilità di utilizzo è stata recentemente allargata agli operatori del settore agroalimentare: consorzi di tutela, organizzazioni di produttori, produttori agricoli singoli e associati, imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e agroalimentari. Che però potranno apporre il logo unitario esclusivamente sui prodotti che seguono un percorso di certificazione riconosciuta dalla normativa nazionale e per i quali è prevista l'indicazione dell'origine in etichetta.
Un bel progetto di marketing territoriale, che punta sulla cooperazione tra operatori di settori (e province) diversi, ma sinergici per sostenere l'immagine e l'economia di un territorio. C'è da augurarsi che per una volta il proverbiale campanilismo/personalismo italico si faccia da parte.

L'INTERVISTA
La parola a Franco Manzato, vicepresidente della Regione Veneto ed assessore a Turismo, Agricoltura e Identità veneta.

Qual è il valore strategico del l'estensione del logo turistico Regione Veneto ai prodotti agroalimentari di qualità?
Il nuovo logo unico intende rendere più facilmente riconoscibili i nostri prodotti migliori e a mettere in sinergia risorse e impegno per la valorizzazione del bello e del buono della nostra straordinaria regione. Questo significa promuovere congiuntamente il territorio e ciò che costituisce la nostra identità, in due segmenti che ci vedono in posizioni decisamente di spicco a livello nazionale: il turismo e l'agroalimentare.

Come lo promuoverete?
Nel corso del 2009 daremo il via ad una grande campagna promozionale, con l'utilizzo di testimonial veneti, attraverso la quale dare la massima visibilità al “sistema Veneto” ma anche aggredire i mercati -in primis regionale, quindi nazionale ed esteri- per assicurare maggiore redditività alle aziende attive in entrambi i settori.

Altre iniziative in cantiere per valorizzare i prodotti tipici veneti e sostenerne l'economia produttiva?
In un mercato sempre più globale, non tutti i prodotti tipici sono in grado di dialogare con la distribuzione internazionale. Per questo stiamo lavorando alla creazione di un Consorzio per l'esportazione -composto da un unico responsabile per ciascuna filiera nominato dalle rispettive associazioni di produttori- per poter dialogare con un'unica voce con i potenziali compratori della grande distribuzione e della ristorazione internazionali. Non solo: l'idea è che il Consorzio elegga un manager deputato a chiudere i contratti commerciali. Questo perché vogliamo proporre non già quello specifico prodotto bensì l'intero paniere agroalimentare veneto.

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Allegati

Veneto tra terra e cielo
Gdoweek 473 | 16 marzo 2009 | di Fiorenza De Vincenzi |

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