Whole Foods, ovvero la capacità di essere distintivi

Cosa caratterizza un retailer di successo? Certamente i risultati economici, ma anche la continua propensione all’innovazione della propria rete di vendita, inserendo nuovi reparti, categorie, servizi, soluzioni, che soddisfino le nuove esigenze dei clienti e semplifichino le loro scelte d’acquisto … anche se, nel frattempo, hanno vissuto un’acquisizione. Appartiene a questa categoria Whole Foods, sinonimo mondiale di retailer bio superpremium, anche a un anno di distanza dall’acquisizione da parte di Amazon, che ha portato prima di tutto a un’importante revisione dei prezzi dei prodotti, oltre che a sinergie sempre più strette tra le due insegne, online e offline.

“Rendere la proposta di cibi naturali e bio di Whole Foods Market più disponibili e a prezzi più accessibili, mantenendo quella stessa qualità che i clienti ci hanno sempre riconosciuto, è stato da subito un obiettivo strategico dell’acquisizione con Amazon -ha di recente sottolineato Jeff Wilke, Ceo Worldwide Consumer di Amazon-. In questo anno abbiamo fatto progressi significativi nel mettere insieme il valore combinato di Whole Foods e Amazon”. Un approccio che si è tradotto non solo nella possibilità di utilizzare la consegna veloce (due ore in un numero maggiore di città e di store), ma anche di avere a disposizione offerte e sconti mirati per i titolari di Prime, oltre alla disponibilità di un numero crescente di prodotti a marchio Whole Foods (soprattuto 365) su Amazon.com; in aggiunta le insegne hanno lavorato per una maggiore diffusione degli Amazon Locker.

Come ha sottolineato John Mackey, Co-fondatore e Ceo di Whole Foods Market, non c’è mai stato un momento migliore per essere un consumatore di Whole Foods, il punto non riguarda solo prezzi e servizi, ma anche la sua inalterata capacità di inserire elementi nuovi per mantenere quella distintività che la caratterizza nel panorama del retail nazionale e internazionale. Così, accanto alla storica e forte attenzione ai prodotti locali, evidenziati da cartelli ovunque, e alla sostenibilità, come nel caso del banco pesce, sono introdotti spazi ad hoc per nuove diete, come quella paleo (un regime alimentare molto calorico che consente di mangiare solo i cibi che esistevano nell’era paleolitica, vale a dire carne, pesce, crostacei e molluschi, verdura, semi, radici, bacche, frutta e miele, banditi latte e latticini, cereali e legumi) piuttosto che snack sfusi.

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