Green Pea: il retail park sostenibile, l’ultima scommessa di Farinetti

Alessandra Bonaccorsi

Il fil rouge che lega questo nuovo progetto è il rispetto per l'ambiente. Simbolico il nome: green pea (ossia pisello verde) per simboleggiare un elemento naturale, rotondo come la terra. Oscar Farinetti, già patron di Eataly, investe su un retail park green sviluppato su un'area di 15.000 mq realizzato a Torino, al Lingotto, di fianco al primo Eataly aperto nel 2007.

L'edificio ospita 66 negozi, un museo, 3 luoghi di ristorazione, una piscina, una spa e un club dedicato all’Ozio Creativo. In totale, 72 luoghi dedicati alla bellezza e al rispetto per l'ambiente. L'intero building di Green Pea è sostenibile in ogni suo dettaglio.

La struttura fa capo a Green Pea srl, una newco, 90% della Eatinvest spa, di cui maggiori azionisti sono le famiglie Farinetti 60% e Nocivelli 20%, e 10% della famiglia Orecchia, imprenditori attivi nel fashion a Torino con il marchio Vestil. Presidente e Ad è Francesco Farinetti, figlio del fondatore, già Ad di Eataly, dove ora ricopre il ruolo di vicepresidente. L'edificio Green Pea è di proprietà della Eataly Real Estate srl, società proprietaria, tra gli altri, degli immobili di Eataly Ostiense Roma e Eataly Smeraldo Milano, realizzato grazie a un investimento di 50 milioni di euro.

Riteniamo che, in un modello sociale basato sui consumi, occorra indirizzare il commercio verso valori utili al benessere vero, il quale può esistere solo se in equilibrio con gli altri umani -spiega l'azienda-. Green Pea nasce si pone l’obiettivo di dimostrare che vi è la possibilità, subito, di vivere in armonia con il pianeta senza rinunciare al bello”.

Le caratteristiche della struttura

Green Pea, progettato dagli architetti Cristiana Catino (ACC Naturale Architettura) e Carlo Grometto (Negozio Blu Architetti Associati) si sviluppa su cinque piani dedicati a cambiare il rapporto con l’energia, il movimento, la casa, l’abbigliamento e il tempo libero. Ceas ha avuto l’incarico di eseguire la progettazione strutturale preliminare, definitiva ed esecutiva, la progettazione geotecnica annessa, la direzione dei lavori delle strutture e il coordinamento della sicurezza.

Il piano 0 è dedicato al tema Life e vede la presenza del Green Pea Discovery Museum; il piano 1 è dedicato al tema Home con oltre 40 partner tra cui l’azienda veneta Panca, specializzata nel complemento di arredo e nei sistemi per l’abitare, selezionata da Oscar Farinetti come uno degli alfieri del design sostenibile. Il piano 2 espone il Fashion con i migliori marchi della moda sostenibile italiana e internazionale tra i quali Borbonese, Timberland, PT Torino, Patagonia; insieme alla sartoria del passato e del futuro, con la avatar factory Igoodi; il piano 3 è il luogo dedicato alla Bellezza con le migliori firme italiane dell’abbigliamento da Ermenegildo Zegna a Brunello Cucinelli. Sono inoltre presenti spazi per cosmesi, libri, cultura e cibo. Il piano dedica spazio anche a un nuovo format di Sartoria Cosmetica con Allegro Natura e un Bistrot Pop, 100 Vini e Affini, in collaborazione con Fontanafredda e Affini fino, a un Ristorante Stellato, Casa Vicina, gestito dalla famiglia Vicina. Si prosegue al piano 4 ospita con il Club sul Rooftop dedicato all’Ozio Creativo, con l’alkemy Spa, Cocktail Bar e la prima infinity pool di Torino affacciata sull’arco alpino: l’Otium Pea Club, curato da To Be srl.

Caffè Vergnano è partner ufficiale di Green Pea e racconterà la propria scelta sostenibile ai visitatori con due progetti: il nuovo pack per miscela grani realizzato in R-PET e il progetto Women in Coffee, l’iniziativa di Caffè Vergnano nata per sostenere il ruolo delle donne che lavorano nelle piantagioni di caffè. “Women in Coffee è il nostro sogno in rosa per un futuro sostenibile -racconta Carolina Vergnano, responsabile marketing ed export dell’azienda di famiglia e fondatrice del progetto-. Abbiamo scelto di sostenere piccoli progetti concreti in piantagione: nel 2019 abbiamo raccolto fondi per l’avvio di una microtorrefazione in Repubblica Dominicana. Da qualche mese siamo ripartiti con un nuovo capitolo di cui siamo entusiasti: la costruzione di una biblioteca in una piantagione in Honduras”.

Alessandra Bonaccorsi

Vivo e lavoro in Sicilia, terra di spiazzanti contrasti e di straordinarie virtù. La cronaca mi ha battezzato, il retail mi ha conquistato. Seguo l’evoluzione e lo sviluppo delle insegne food e non food sul territorio. Amo libri, teatro e cinema in egual misura. E scrivo per lavoro e per passione.