L’anno scorso in Italia sono state avviate a corretto riciclo quasi 360mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche (Raee), in crescita del 2,5% rispetto al 2023. Lo rileva il nuovo Rapporto Annuale del Centro di Coordinamento Raee. Più nel dettaglio, nel corso dello scorso anno i sistemi collettivi consorziati del Centro di Coordinamento hanno gestito complessivamente 358.138 tonnellate di rifiuti elettronici, circa 9.000 in più rispetto al 2023. Si tratta di un dato positivo che riferisce di una ripresa della crescita della raccolta dopo la flessione emersa nel biennio precedente. L’incremento si lega soprattutto alle buone performance dei rifiuti di elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici (raggruppamento 4) che riescono finalmente a contrastare il perdurante calo fisiologico dei volumi di Tv e monitor avviati a riciclo (raggruppamento 3), che risentono ancora degli effetti legati all’erogazione del Bonus Tv dal 2021. Come conseguenza dei maggiori volumi avviati a riciclo, la raccolta media pro-capite raggiunge i 6,07 kg per abitante (+2,5%). “Sebbene ancora lontano dagli obiettivi di raccolta fissati dall’Unione europea, questo risultato è la conferma che il sistema ha tutte le carte in regola e le risorse per contrastare dinamiche fisiologiche e per continuare a migliorare le proprie performance di raccolta” commenta Giuliano Maddalena, presidente del Centro di Coordinamento Raee. “Gli ottimi risultati registrati dai piccoli Raee sono infatti la dimostrazione dell'efficacia delle attività di microraccolta e comunicazione che vede impegnati ormai da diversi anni in modo diretto e indiretto i produttori di Aee e i loro sistemi collettivi tramite l’erogazione di contributi economici previsti negli Accordi di programma. Investimenti che sono stati stanziati anche nel corso del 2024, a cui si aggiungono finanziamenti mirati all'efficientamento del sistema destinati ai Comuni per un totale complessivo di oltre 29 milioni di euro”. “Altrettanto essenziali al conseguimento di questi risultati”, aggiunge Giuliano Maddalena, “sono state le molteplici attività e iniziative in termini di comunicazione e sensibilizzazione ambientale, di promozione di nuove relazioni con enti pubblici e privati, realtà istituzionali e associative che si trovano a gestire grandi quantitativi di Raee domestici nell’ambito della propria mansione, che hanno impegnato in prima persona il Centro di Coordinamento nell’ambito di un piano di azione strategico chiaro e dinamico che proseguirà anche per tutto il 2025. Un impegno che ora si affianca a un ruolo sempre più centrale che il legislatore ha recentemente attribuito al Centro di Coordinamento in qualità di interlocutore diretto con tutti gli operatori della distribuzione, sia fisici sia online, che vendono Aee a seguito delle importanti semplificazioni normative introdotte recentemente in materia di gestione dei Raee. Condizioni che pongono le premesse per avvicinare con maggiore celerità l’Italia agli obiettivi previsti dall’Unione europea”. Come già evidenziato, i Raee di R4 - It e Consumer Electronics, apparecchi di illuminazione, Ped e altro hanno registrato la maggiore crescita nei volumi di raccolta rispetto al 2023 che si traduce in un incremento del 7,5% per un totale di 82.471 tonnellate avviate a riciclo. Di conseguenza, l’incidenza sul totale raccolto sale al 23%.

Cresce anche la raccolta dei Raee di grandi dimensioni, a partire da R2 - grandi bianchi che registra il +4% per un totale di 126.903 tonnellate, pari al 35% della raccolta totale, seguito dai Raee di R1 - Apparecchi per lo scambio di temperatura con fluidi con il +3,3% per un totale di 104.407 tonnellate, con un’incidenza del 29% sui volumi di raccolta complessivi. Calano (-10,9%) al contrario i quantitativi di R3 - Tv e monitor per un totale di 42.476 tonnellate. Pressoché stabili (-0,2%) infine i volumi di raccolta di R5 - sorgenti luminose, pari a 1.881 tonnellate.
Una valutazione positiva dei risultati di raccolta 2024 emerge anche dall’analisi a livello di singole regioni che mostra che quasi tutti i territori regionali registrano un incremento, o comunque una stabilità, nei volumi raccolti, con variazioni superiori al 5% in cinque di esse. Si tratta di Valle d’Aosta (+8,7%), Lombardia (+7,8%), Friuli-Venezia Giulia (+6,3%), Veneto (+6,2%) e Basilicata (+5,9%). Fanno eccezione tre regioni: Molise (-17,7%), Emilia-Romagna (-3,2%) e Calabria (-1,9%). L’analisi in termini di macroaree mostra invece che a trainare la raccolta nazionale è stato il Nord Italia con un incremento del 4,1% rispetto al 2023, seguito dal Centro Italia con il +1,8%. In leggero calo (-0,2%) invece il contributo del Sud Italia.






