Le Arance rosse per la Ricerca tornano protagoniste sugli scaffali della grande distribuzione. A partire dal 2 febbraio e per tutto il mese, in concomitanza con il World Cancer Day, che si celebra il 4 febbraio, 60 insegne della GDO partecipano all’iniziativa promossa da Fondazione AIRC per sostenere la ricerca oncologica e diffondere una maggiore consapevolezza sui comportamenti utili alla prevenzione.
L’edizione 2026 coinvolge più di 11 mila punti vendita in tutta Italia, confermando il ruolo centrale del retail come canale capace di coniugare impegno sociale, prossimità al consumatore e impatto concreto sul territorio.
Arance rosse per la Ricerca: un modello di collaborazione tra distribuzione e ricerca scientifica
Il meccanismo dell’iniziativa è semplice e trasparente: per ogni reticella di Arance rosse per la Ricerca acquistata, le insegne aderenti donano 50 centesimi a Fondazione AIRC, contribuendo al finanziamento di progetti di ricerca indipendente dedicati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e allo sviluppo di nuove terapie contro il cancro.
Come spiega Chiara Occulti, Chief Marketing & Fundraising Officer di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro l’obiettivo dichiarato per il 2026 è la vendita di 1,2 milioni di reticelle, con una raccolta stimata di 600 mila euro. Risorse che andranno a sostenere il lavoro di circa 5.000 ricercatori impegnati nello studio dei tumori ancora poco curabili.
Le arance rosse, alimento simbolo della dieta mediterranea, diventano così il punto di contatto tra scelta di consumo consapevole e sostegno alla ricerca scientifica, rafforzando una formula di cause related marketing ormai consolidata nel panorama della distribuzione moderna.
Prevenzione e informazione partono dal punto vendita
Accanto alla raccolta fondi, le Arance rosse per la Ricerca veicolano un messaggio chiave per la salute pubblica. Secondo numerose evidenze scientifiche, circa il 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso stili di vita corretti: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, astensione dal fumo e dall'alcol, adesione alle vaccinazioni e agli screening raccomandati.
Per supportare i clienti già durante l’esperienza di spesa, Fondazione AIRC ha realizzato una guida informativa digitale, accessibile tramite QR code presente sui materiali esposti nei punti vendita aderenti. Uno strumento che valorizza il supermercato come luogo non solo di acquisto, ma anche di informazione e sensibilizzazione su temi di interesse collettivo.
Dal 2016 a oggi, grazie alle Arance rosse per la Ricerca, Fondazione AIRC ha raccolto oltre 2,8 milioni di euro, destinati a borse di studio e progetti di ricerca volti a migliorare le prospettive di cura e prevenzione oncologica.
Le insegne aderenti ad Arance rosse per la Ricerca
Partecipano all’edizione 2026 delle Arance rosse per la Ricerca 60 insegne:
ALDI; Apulia Distribuzione; ARD Discount; Bennet; Cadoro; Carrefour; Consorzio Coop Nordovest (Coop Lombardia, Coop Liguria, Nova Coop); Consorzio Europa (Sigma); Despar Nordovest – Gruppo 3A; Despar Nord – Aspiag Service S.r.l.; Despar Centro Sud – Maiora SpA SB; Despar Sardegna – SCS S.c.a r.l.; Despar Sicilia – Ergon S.p.A.; Despar Messina – Fiorino S.r.l.; Esselunga; Etruria Retail (Carrefour); Gruppo Finiper Canova (Iper La grande i, Unes, Il Viaggiator Goloso); Gruppo Rossetto; Gruppo VéGé (GDA; GFE; Gruppo Arena; Fratelli Morgese; Migross; Multicedi; Supertosano); Italmark Srl; Lidl Italia; Magazzini Gabrielli; MD; PAM PANORAMA; PENNY Italia; Selex Gruppo Commerciale (Arca; Alfi; CDS; Cedi Marche; Cedi Gros; Dimar; L’Abbondanza; Maxi Dì; GMF; Megamark; Rialto; Superemme; Super Elite; Unicomm); Realco (Sigma); Sogegross (Basko; Doro; Ekom); Supermercati Visotto.
Una leva concreta per il punto vendita
Per le insegne coinvolte le Arance rosse per la Ricerca si traducono in un’operazione capace di coniugare responsabilità sociale e relazione con il cliente nel momento chiave della spesa. L’iniziativa offre ai retailer uno strumento concreto per attivare traffico in store, valorizzare i reparti ortofrutta e rafforzare il dialogo con i consumatori su temi di interesse collettivo, dimostrando come il punto vendita possa diventare un presidio di prevenzione e consapevolezza, oltre che di servizio.
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