Esselunga: piano di sostenibilità 2026-2030

Con il piano 2026-2030 Esselunga sposta il focus su filiera, persone, spreco e obiettivi misurabili, ricomponendo i temi del passato

Il nuovo Piano di Sostenibilità 2026-2030 di Esselunga segna un passaggio di fase: meno racconto per aree separate e più integrazione della sostenibilità nella gestione quotidiana dell’impresa, lungo tutta la catena del valore. Il nuovo claim Ogni scelta conta sintetizza questa impostazione: la sostenibilità non viene presentata come un capitolo laterale, ma come il risultato di una serie di decisioni operative che coinvolgono azienda, collaboratori, fornitori, clienti e comunità.

Gerarchia per temi e misurabilità per obiettivi

Rispetto al piano precedente Abbiamo a cuore il futuro” 2020-2025, cambia la gerarchia dei temi. Il nuovo piano si articola attorno a tre pilastri: sostenere le persone e le comunità, sviluppare le filiere e i prodotti, salvaguardare il clima e le risorse. Alcune aree restano centrali ma vengono ricollocate: la biodiversità, per esempio, viene ricondotta alla tutela ambientale e alla valorizzazione dei territori. Allo stesso modo, comunicazione trasparente, innovazione ed eccellenza sono più integrate nel presidio della qualità, della sicurezza alimentare e dell’offerta.
Il cambio di passo più evidente riguarda la misurabilità degli obiettivi. Entro il 2030 Esselunga punta a ridurre del 30% lo spreco alimentare, a valutare con criteri ESG oltre il 90% dei fornitori ad alto impatto, a donare più di 20 milioni di pasti e ad aumentare del 10% le referenze donabili. Il tema dello spreco diventa una leva trasversale:

  • ambientale, perché riduce l’impatto delle eccedenze;
  • sociale, perché alimenta le donazioni;
  • gestionale, perché richiede sistemi di misurazione, prevenzione e recupero più strutturati.

Persone, uno dei fronti principali

Il 94% dei collaboratori è assunto con contratto a tempo indeterminato e, dal 2018, sono state erogate circa 4 milioni di ore di formazione, di cui oltre 536.000 nel solo 2025. Nel nuovo piano, il perimetro si amplia: alla formazione si affiancano in modo più esplicito salute e sicurezza, welfare, supporto psicologico, mentoring, sviluppo di carriera, coinvolgimento e inclusione. Il riferimento non è più solo alla crescita professionale, ma alla costruzione di un ambiente di lavoro più stabile, sicuro e rappresentativo, con attenzione a genere, età, background culturale, diverse abilità, fragilità e vittime di violenza.

Legame con la comunità

Questo rapporto viene confermato attraverso scuola, sport, cultura, ricerca scientifica e recupero delle eccedenze. Il programma Amici di Scuola e dello Sport ha superato i 169 milioni di euro donati dal 2015 e ha coinvolto più di 250.000 studenti e insegnanti in incontri educativi. Nel 2025, inoltre, Esselunga e i propri clienti hanno devoluto oltre 1,7 milioni di euro a Fondazione AIRC per la ricerca oncologica pediatrica, mentre proseguono le collaborazioni con istituzioni culturali come il Teatro alla Scala di Milano e il Salone Internazionale del Libro di Torino.

Antispreco, uno dei cardini del piano

Nel 2025 Esselunga ha donato oltre 3,7 milioni di pasti, pari a più di 1.800 tonnellate di cibo, grazie alla collaborazione con Fondazione Banco Alimentare e numerose organizzazioni del territorio. A questo si aggiunge la partnership con Too Good To Go, che dal 2021 ha permesso di recuperare 125.000 pasti. Il nuovo obiettivo dei 20 milioni di pasti donati entro il 2030 rende questa linea di intervento una delle più misurabili del piano.

Il fronte ambientale

Esselunga punta su efficientamento energetico, fotovoltaico, packaging e circolarità. Nel 2025 sono stati investiti oltre 11 milioni di euro in interventi di efficientamento energetico e gli impianti fotovoltaici hanno raggiunto quota 87 installazioni. Il 92% del peso delle confezioni dei prodotti a marchio è realizzato in materiali riciclati, riciclabili o compostabili. Il coinvolgimento dei clienti passa anche da modelli di raccolta e recupero: oltre 12,4 milioni di bottiglie in Pet, più di 118.000 chilogrammi di capsule di caffè esauste e oltre 76.000 chilogrammi di oli vegetali usati raccolti nel 2025.

Il rapporto con i fornitori

La filiera rimane un baricentro. Esselunga sottolinea la propria mission di food company con centri di produzione e lavorazione propri e una forte valorizzazione del Made in Italy: circa l’88% dei prodotti a marchio è realizzato in Italia. Nel 2025 sono stati analizzati oltre 73.000 campioni e l’azienda ha sviluppato o rinnovato oltre 2.700 prodotti a marchio negli ultimi anni, anche con nuove linee in risposta all’evoluzione delle abitudini alimentari, come quella 100% vegetale.
La sostenibilità entra sempre più nella relazione con i fornitori. La valutazione ESG di oltre il 90% dei fornitori ad alto impatto entro il 2030 segnala la volontà di spostare il presidio oltre i confini aziendali, includendo diritti umani, condizioni di lavoro, impatti ambientali, governance, tracciabilità e trasparenza.

 

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