Cosa cambia nello scacchiere delle supercentrali europee degli acquisti con l'avvio operativo di Concordis Trading che unisce Carrefour, Coopérative U e Rtg International e quale ruolo gioca la gdo italiana
Il giorno in cui Carrefour annuncia il lancio operativo di Concordis Trading, la nuova centrale acquisti costruita con Coopérative U e RTG International, coincide esattamente con un’altra notizia decisiva: la Commissione UE dà il via libera al passaggio di Carrefour Italia a NewPrinces, come abbiamo raccontato su Mark Up.
Due comunicazioni separate, ma che insieme raccontano un passaggio strategico rilevante: il gruppo francese esce dall’Italia mentre entra a pieno titolo in una delle alleanze d’acquisto più potenzialmente influenti del panorama europeo. Ed è proprio guardando al quadro più ampio delle supercentrali internazionali che la portata di questa mossa si chiarisce.
Concordis Trading: da progetto a realtà operativa
Annunciata a luglio come una struttura “in costruzione”, Concordis oggi diventa una centrale operativa a tutti gli effetti: il periodo di revisione antitrust è chiuso; il board si è riunito per la prima volta a Bruxelles; Eureca Trading e Cwt Partners avranno il mandato di trattare con i principali fornitori di marca; le decisioni strategiche saranno prese “per consenso”, a garanzia dell’equilibrio tra partner.
Dal punto di vista industriale, Concordis unisce: Carrefour (Francia, Spagna, Belgio, Romania, ecc.), Coopérative U (Francia), Rtg International, la centrale tedesca che rappresenta retail familiari come Rossmann, Globus, Bartels-Langness, Bünting, Netto Nord, Tegut, Klaas & Kock. Tre attori diversi per dimensioni e struttura, ma accomunati da una logica: mettere insieme masse critiche complementari per trattare con le multinazionali Fmcg.
L’Italia fuori da Concordis: una scelta strutturale, non contingente
Che l’Italia rimanesse fuori da Concordis era evidente già a luglio, ma con il closing definitivo della vendita di Carrefour Italia a NewPrinces questo dato diventa strutturale. Nella nuova centrale europea: non entra alcun volume italiano, non entra alcun retailer operativo in Italia, non è prevista alcuna estensione futura verso mercati non più nel perimetro Carrefour. Carrefour concentra la propria massa critica nei mercati core, rinuncia a un paese storicamente difficile e affida formalmente l’interlocuzione italiana al nuovo proprietario, NewPrinces, che dovrà decidere autonomamente se (e come) entrare in una supercentrale.
Come si posiziona Concordis nel mosaico delle supercentrali europee
L’ingresso di Concordis arriva in un momento in cui le grandi alleanze d’acquisto europee si stanno muovendo rapidamente.
• Coopernic (Rewe, Leclerc, Ahold Delhaize, Coop Italia) è oggi la più forte per massa critica e struttura stabile.
• Epic Partners opera su volumi molto elevati grazie a Edeka e Migros, ma senza presenza italiana.
• Emd mantiene un ruolo centrale nella mdd e nel modello “ibrido”, con l’Italia rappresentata da Esd/Selex.
• Agecore (Conad, Colruyt, Coop Suisse, Eroski, e da quest’anno Kaufland) continua a essere l’alleanza più dinamica per flessibilità e respiro strategico.
In questo scacchiere, Concordis si posiziona come: una supercentrale “continentale”, con un peso tra i 120 e i 130 miliardi di euro, costruita su un tripode franco-tedesco, senza Italia e senza Regno Unito, ma con un potenziale significativo sulla trattativa con i grandi industriali globali. La sua nascita consolida un trend molto chiaro: le centrali d’acquisto europee non sono più club bilaterali, ma network multilaterali in cui i volumi si concentrano e la capacità negoziale è crescente.
Che cosa significa per l’Italia (e per NewPrinces)
L’uscita di Carrefour dal nostro Paese, combinata con l’avvio ufficiale di Concordis, modifica una variabile chiave: l’Italia non porterà più volumi dentro la centrale europea in cui sta Carrefour. Per il mercato italiano, lo scenario cambia così: Coop Italia continua a rappresentare l’Italia in Coopernic; Conad, tramite Agecore, è oggi la realtà con il maggiore peso negoziale internazionale; Esd/Selex, dentro Emd, resta una componente rilevante della distribuzione indipendente europea; Esselunga non è oggi parte di alcuna supercentrale.
NewPrinces eredita una rete da oltre 1.000 punti di vendita ma parte fuori dalle alleanze europee -scelta che apre molte domande: entrerà? cercherà una partnership? o costruirà una via italiana all’integrazione industria–retail?
Un nuovo equilibrio europeo, alla ricerca di un nuovo equilibrio italiano
La coincidenza dei due annunci -Concordis lanciata, Italia ceduta- non è casuale: rispecchia la strategia Carrefour degli ultimi anni: semplificare il perimetro; consolidare le forze nei mercati chiave; aggregarsi dove serve massa critica; disimpegnarsi dove la sostenibilità economica è fragile. L’effetto è chiaro: in Europa, Carrefour esce più leggero ma più integrato; in Italia, si apre “un nuovo tavolo” che ruota intorno a NewPrinces e agli altri grandi player nazionali.
Il 2026 sarà il primo vero test: quello in cui le supercentrali europee si misureranno con l’inflazione che rientra solo parzialmente e con un’industria Fmcg che vede crescere la pressione su margini e innovazione. E l’Italia, osservatore e protagonista allo stesso tempo, dovrà trovare il proprio posto dentro un sistema di alleanze che oggi conta più che mai.
Leggi anche:
- NewPrinces-Carrefour: ora comincia davvero il nuovo corso
- Doppia comunicazione su Carrefour–GS: la transizione di proprietà apre un nodo sulle mdd
- Carrefour e la cessione a NewPrinces: Carmila è fuori dal perimetro
- New Princes ottiene il via libera della Commissione Ue per Carrefour Italia






