Conapi: il mercato del miele si sta riprendendo #Marca26

Dopo annate complicate, il mercato del miele si sta rialzando con una ripresa a volume e valore. Lo comunica Conapi

È la più grande cooperativa apistica d’Europa, Conapi, che chiude l’ultimo esercizio con risultati positivi in termini di fatturato e di export, salito a circa l’11% del totale. La cooperativa riunisce oltre 600 apicoltori, con 100.000 alveari per una produzione annua di circa 3.000 t di miele tra convenzionale e biologico.

“Il mercato del miele ha un po’ sofferto negli ultimi anni -specifica Nicoletta Maffini, direttore generale di Conapi – Mielizia- ma adesso stiamo assistendo a una ripresa interessante: i dati più recenti parlano di una crescita del 3% a valore e volume”.

Per Conapi nuovi soci

La base sociale, presente anche in Spagna e Ungheria, continua a crescere: cinque i nuovi soci entrati negli ultimi mesi, confermando la solidità del modello attivo dal 1979. La filiera corta si conferma leva strategica, elemento distintivo di Conapi.

Crescita all’estero

Tra i focus strategici internazionali si conferma l’ingresso nel mercato cinese con la linea di composte di frutta, mentre prosegue il progetto di espansione nei mercati di Corea e Canada. Buoni risultati si registrano anche nei mercati consolidati come Francia, Svizzera e Giappone. Il successo internazionale è sostenuto dalla qualità e varietà dei prodotti, tra cui i mieli monoflora, che rafforzano il posizionamento premium della cooperativa.

Sviluppo anche del marchio Mielizia

Anche Mielizia consolida la propria posizione di marchio premium e ottiene performance significative, sostenute dal riconoscimento dei consumatori per la qualità dei prodotti e per la trasparenza della filiera. La nuova linea doypack ha rafforzato sia la presenza nei punti di vendita sia la visibilità del marchio. Le produzioni mostrano variabilità a causa dei cambiamenti climatici, evidenti e direttamente responsabili di raccolti “a macchia di leopardo”. Buoni risultati si registrano per i mieli di acacia e agrumi, stabile rimane il castagno, mentre si mantengono su livelli soddisfacenti i mieli millefiori e melata di bosco . Limitata, invece, la produzione di eucalipto.

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