Granarolo spinge sul kefir per sfondare all’estero #Marca26

L’export vale per Granarolo già circa la metà del giro d’affari ma l’azienda vuole cresce ancora. Le leve? Kefir e nuovi formaggi

Granarolo punta sui nuovi prodotti, dal kefir a marchio Yomo al formaggio stagionato a pasta dura. L’obiettivo? Portare all’estero il made in Italy del produttore attivo nel campo dairy.

L’export pesa già per circa il 50% del fatturato ma l’azienda conferma l’intenzione di voler sviluppare ulteriormente la presenza internazionale.

La produzione italiana di latte, yogurt e formaggi rientra nelle priorità strategiche del gruppo, che opera con una filiera integrata e diversi stabilimenti in Italia e all’estero.

Kefir, una leva per l’internazionale

Una delle principali novità lanciate recentemente è il kefir a marchio Yomo. “Quello del kefir è un segmento in crescita, e Granarolo lo interpreta sia in versione a cucchiaio che da bere - riferisce Tiziano Manco, direttore marketing innovazione e qualità di Granarolo -, è un progetto prioritario perché consentirà a Yomo, famosa per lo yogurt dal 1947, di entrare anche in segmenti più dinamici”.

La scelta di puntare sul kefir segue un trend di mercato in cui fermentati e prodotti funzionali attirano l’attenzione dei consumatori, soprattutto nei Paesi con forte domanda di prodotti salutistici.

Nuovi formaggi e produzione nel Sud

Nel 2025 Granarolo ha ampliato la propria offerta di formaggi con la produzione di specialità tipiche pugliesi nello stabilimento di Gioia del Colle (Ba). Tra queste figurano burrata e stracciatella, pensate sia per il mercato domestico che per l’export.

Altra referenza in distribuzione nazionale e internazionale è il formaggio italiano stagionato a pasta dura, realizzato con latte della filiera Granarolo. “I formaggi made in Italy hanno successo sia in Italia che nel contesto internazionale -aggiunge Manco-, e vogliamo continuare a investire su questa direzione”.

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