La bellezza si racconta con lo storytelling

La comunicazione si sposta sul digitale, complici gli influencer. I messaggi sono ancora troppo ancorati al prodotto. Occorre contaminazione (da Gdoweek n. 3)

Un universo fatto di aspirazioni, desideri, ambizioni, elementi intangibili ed effimeri. Eppure, nonostante questa identità impalpabile, il mondo del beauty è ancora fortemente legato a modalità comunicative rassicuranti che poggiano le basi su narrazioni centrate sul prodotto e sul consumatore. In uno scenario dove la ricerca di empatia con il brand o l’insegna è l’obiettivo principale, lo strumento più importante è lo storytelling che dai mezzi tradizionali si è via via spostato sul canale digitale (come nel caso di Ethos Profumerie con l’iniziativa Ethos Stories). Senza tralasciare l’ormai consolidato supporto di blogger e influencer, le aziende della bellezza puntano ai canali di comunicazione digitali (Instagram e Facebook in testa) per creare engagement e costruire una strategia capace di coinvolgere più utenti rispetto a una campagna tradizionale. Da una analisi di Blogmeter sulle performance della cosmesi in ambito social (profili in lingua italiana), tra i nomi di spicco compaiono per esempio Bottega Verde -che coinvolge su Facebook i clienti con una strategia cliente-centrica mediante offerte e post promozionali, e Sephora, attiva su Instagram con immagini d’effetto e il supporto di numerosi influencer.

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