Evolvere assortimenti e formati per rispondere alle esigenze di una clientela dove single, senior e stranieri sono in aumento con un focus su qualità del servizio, convenienza e attenzione alle esigenze locali. Queste alcune delle direttrici per Unicomm (Selex), come ha raccontato il direttore commerciale Giancarlo Paola.
Il gruppo stima un fatturato per il 2024 (i conti devono ancora essere approvati) in crescita del 4% a 3,4 miliardi di euro. Il risultato confermerebbe continuare una crescita che aveva visto, l'anno precedente, il retailer presentare conti record, con il fatturato per la prima volta superiore ai 3 miliardi, con una crescita di oltre il 12%. E sono positive pure le stime per l'anno in corso, con la prospettiva di chiudere a 3,58 miliardi di euro di fatturato, che significherebbe un'ulteriore progressione del 4,6%.
Unicomm opera con le insegne Emisfero, Famila, Mega ed Emi per le medie superfici, A&o per la prossimità, C+c cash&carry e Hurrà per i discount. Quali sono i formati che stanno performando meglio?
Tutti i nostri format stanno crescendo oltre la media. In particolare i Famila tra i 1.500 e i 2.500 mq registrano performance molto positive, ma anche gli ipermercati stanno ottenendo risultati soddisfacenti.
Siete attivi con più di 270 store diretti tra Friuli, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio, oltre ai negozi affiliati. Come state personalizzando gli assortimenti in funzione delle clientele?
Da anni l'assortimento non solo in base al format ma anche ai cluster che definiamo considerando dove sorgono e come si configura la domanda locale. Operando in sette regioni, fortemente connotate dal punto di vista dei localismi e con caratteristiche di consumo diverse, non potrebbe essere altrimenti.
State diversificando i format per renderli più distintivi? Se sì, come?
Aggiorniamo sempre i format, proseguendo un percorso avviato da alcuni anni, soprattutto nella gestione dei freschi e nell’attribuzione a determinate categorie di un ruolo di chiara destinazione. L’obiettivo è rendere ogni store sempre più distintivo e coerente con le esigenze del proprio bacino.
Qual è l’arma vincente oggi delle vostre insegne nei rispettivi territori?
Il nostro gruppo, cresciuto anche attraverso acquisizioni, ha sempre investito nel presidio dei territori in cui opera per interpretare al meglio le esigenze dei consumatori. Da anni si prevedono scenari critici per la gdo tradizionale, ma i dati sulle quote di mercato dimostrano che crescono di più le aziende capaci di interpretare e valorizzare i territori. Anche i report di Mediobanca sui bilanci del settore confermano questa tendenza.
Chi è oggi il competitor più temibile?
Dipende dal territorio. Negli ultimi anni la forte crescita dei discount ha permesso loro di svolgere, in molte aree, un ruolo di prossimità. Senza fare nomi, riconosco che alcuni competitor sono molto preparati e ci stimolano a migliorare sempre, misurandoci bacino per bacino. I dati degli ultimi dieci anni, a parità di strutture nei territori in cui operiamo, ci rassicurano sulla nostra capacità di interpretare il mercato, pur sapendo che la sfida sarà sempre più complessa.
Come sta cambiando l’assortimento?
È in continua evoluzione per rispondere alle nuove esigenze di consumo e alle trasformazioni demografiche in atto, dove le famiglie sono sempre più piccole, l’età media è in crescita e, in alcuni territori, si registra un significativo aumento della popolazione straniera.
Come state implementando il retail media? E come interagirà con Selex Media?
Abbiamo iniziato a sviluppare il retail media alcuni anni fa ma oggi, grazie al progetto condiviso all’interno del gruppo Selex, possiamo offrire agli inserzionisti un ventaglio di strumenti molto più ampio. Selex Media propone un’offerta integrata e omnicanale, che unisce la forza della rete fisica con il potenziale dei canali digitali.
Una prospettiva sui mesi che verranno?
I prossimi mesi non saranno semplici. Ne usciranno vincenti le aziende capaci di comprendere e interpretare i bisogni dei consumatori, offrendo soluzioni mirate. Il nostro compito è fornire beni essenziali, ma farlo con un’attenzione crescente alla qualità del servizio, alla convenienza e alla coerenza con i diversi mercati locali.





